Abruzzo Daily

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L'intervista

Salvini a Rivisondoli, Masia (Emg): "La Lega porta a casa elementi positivi"

L'analisi dell'ad: «Sondaggi? Secondo la nostra società balla tra l’8 e il 9%. Certo, loro puntano a tornare in doppia cifra ma bisognerà valutare alcune cose»

Fabrizio Masia
Fabrizio Masia
di Alfredo Giovannozzi
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RIVISONDOLI. La chiusura della kermesse leghista in Abruzzo e le parole pronunciate dal segretario Matteo Salvini, aprono i tempi della discussione e dell’analisi politica. Soprattutto, sul fronte interno, la rottura a questo punto definitiva con il generale Roberto Vannacci (parlamentare europeo in quota Lega) e il suo movimento.

Quanto vale questa rottura? È l’interrogativo che in molti si sono posti. A dare una risposta autorevole è Fabrizio Masia, amministratore delegato di EMG, società di comunicazione di NEXT DIFFERENT, controllata del Gruppo SAE.

«Quanto vale Vannacci oggi? Secondo me non sposta più dello zero virgola. Lo si è visto in Toscana dove il risultato è stato deludente. Sono altre le cose positive che la Lega porta a casa dopo questi giorni in Abruzzo».

Quali ad esempio?

«Innanzitutto quello di aver scelto e sottolineato una linea politica di coesione. Questo è un aspetto molto positivo per i militanti leghisti. Il messaggio che il segretario Salvini ha lanciato dal palco è stato molto chiaro e netto. Lui e i suoi portano a casa un bel risultato. Hanno riunito e rinsaldato il rapporto con la loro comunità. Questo è un aspetto molto positivo che, a occhio e croce, era quello che volevano maggiormente».

Importante è stato il richiamo fatto da Salvini sul chi è fuori dalla Lega è politicamente finito?

«Ha detto questo. Lo ha sottolineato. Possiamo dire che, da quella che è stata la reazione dei partecipanti, è così».

Cosa si è colto in questi giorni dai discorsi dei leader e dei ministri?

«Quello che è il titolo di questa kermesse. Vale a dire la logica di una libertà economica e sociale. Soprattutto quello che deve essere il comportamento per affrontare le difficoltà della vita di tutti i giorni. Gli interventi sono stati incentrati sulle problematiche della società di oggi. Mi riferisco al caro bollette, all’aumento dei prezzi del carburante, alle difficoltà di quei genitori separati che non ce la fanno a versare il mantenimento per le difficoltà economiche. Ecco il proporre alcune soluzioni è stata la strada giusta».

Come quella di aver voluto, ad esempio, la Rottamazione Quinques delle cartelle esattoriale e la proposta di allargare la rottamazione anche ai comuni?

«Esattamente. D’altra parte anche le precedenti hanno contribuito a recuperare dei crediti da parte dello Stato che potevano essere irrecuperabili. Mi sembrano tutti discorsi molti vicini, simili, che interessano quasi l’intera collettività. Ecco, attraverso questo la Lega prova a risalire la china dal punto di vista del consenso».

A proposito di questo, quanto pesa la Lega oggi nei sondaggi elettorali?

«Secondo la nostra società balla tra l’8 e il 9%. Certo, loro puntano a tornare in doppia cifra ma bisognerà vedere e valutare alcune cose».

Magari una diminuzione dell’astensionismo?

«Sappiamo benissimo che è il primo partito in Italia. Quasi la maggior parte degli aventi diritto al voto non lo esercitano. Sarà difficile reperire dei voti in quella fascia di scontenti».

E allora all’interno del centrodestra dove andare a recuperare consenso?

«Vedete, l’elettorato leghista è una via di mezzo tra quello di Forza Italia e quello di Fratelli d’Italia. Se deve recuperare qualcosa è più possibile farlo nei confronti di Forza Italia che di Fratelli d’Italia. Anche se la vedo dura in entrambi i casi. Se riuscissero a convincere una parte dei delusi dalla politica, un 1 o 2 % ci sarebbe la possibilità per la Lega di tornare sopra al 10%».