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di Giancarlo Falconi

Roseto degli Abruzzi (TE) - Prima il Partito democratico, ora il Movimento 5 Stelle. Il no alla richiesta di presentarsi alle comunali 2027 senza il proprio simbolo non arriva più da una sola forza, e per la ricandidatura di Mario Nugnes il quadro si fa più difficile. I pentastellati rosetani hanno diffuso una nota con tre parole d'ordine, programma, coerenza e pari dignità, e con una posizione chiara: l'identità di un partito non si cancella per rendere meno visibile un'alleanza.
I Dem avevano già fatto sapere di non essere disposti a rinunciare all'insegna. «Per noi è imprescindibile», aveva spiegato la segretaria comunale Emanuela Ferretti. «Sono orgogliosa di essere la segretaria di un partito radicato sul territorio, e non possiamo snaturarci. Se loro non vogliono i simboli, significa che opteremo per un altro percorso». Il M5S si muove sulla stessa linea e, anzi, la motiva con ragioni politiche precise.
Durante l'estate, raccontano i pentastellati, l'amministrazione uscente li ha chiamati a più confronti per verificare la possibilità di costruire anche a Roseto un perimetro analogo a quello del Patto per l'Abruzzo. Un'apertura che il Movimento dice di aver apprezzato, ma con una premessa: a livello nazionale i rapporti con Azione, principale riferimento politico dell'amministrazione, sono di contrapposizione. Le amministrative potrebbero inoltre coincidere con le elezioni politiche o cadere nel pieno della campagna nazionale, dove le forze del campo largo saranno verosimilmente schierate contro Azione. Pensare di sciogliere questa contraddizione chiedendo al Movimento di rinunciare al proprio simbolo, scrivono, significherebbe «rendere meno evidente un'alleanza politicamente scomoda». Un progetto comune, aggiungono, deve poter essere sostenuto apertamente da tutte le forze che lo compongono, con piena responsabilità davanti agli elettori.
C'è poi un secondo fronte, quello del metodo. Dall'ultimo incontro con i rappresentanti dell'amministrazione, denuncia il M5S, è passato oltre un mese senza contatti né interlocuzioni sulle priorità programmatiche, mentre la ricandidatura di Nugnes sarebbe stata indicata come un punto già definito, senza la possibilità di scegliere insieme la figura chiamata a guidare l'eventuale coalizione.
La priorità del Movimento resta il lavoro con il Pd e con Alleanza Verdi e Sinistra, con cui da un anno e mezzo porta avanti un percorso di elaborazione politica. Da lì, dicono, deve partire la definizione della futura coalizione. Il requisito minimo per qualsiasi ulteriore dialogo è l'assenza di forze di centrodestra nel progetto. L'amministrazione uscente potrà entrare nel percorso soltanto attraverso un lavoro immediato e condiviso sul programma, che segni una svolta rispetto a un'azione amministrativa giudicata insoddisfacente, e con pari dignità nella scelta delle priorità e della candidatura.
Il confronto, chiedono i pentastellati, deve incidere già sulle scelte che la maggioranza prenderà prima del voto, a partire dalla disponibilità a rimettere in discussione la localizzazione del Saffo. Tra le priorità indicate figurano le comunità energetiche per le famiglie, la riqualificazione dell'Arena 4 Palme, la soluzione delle criticità della stazione ferroviaria, con la sistemazione dell'area parcheggio, gli accessi per le persone con disabilità e la modernizzazione degli spazi, luoghi di incontro per giovani e anziani e una rete di piste ciclabili su tutto il territorio comunale, frazioni comprese. In assenza di impegni concreti, il Movimento proseguirà le interlocuzioni soltanto con il campo largo nazionale, senza ritenere necessario il ricorso alle primarie.
Il punto d'arrivo è un centrosinistra che si compatta intorno a Pd, M5S e Avs e che guarda ai gruppi civici della consigliera Rosaria Ciancaione, disposta al dialogo e a cercare un candidato condiviso entro fine ottobre, altrimenti con le primarie sul tavolo. Si prospetta così una terza coalizione, alternativa sia alla maggioranza Nugnes sia a "Insieme per Roseto", composta da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e dai gruppi civici a sostegno della candidata Vanessa Quaranta. Al momento i candidati sindaco ufficiali sono due, Nugnes e Quaranta, ma lo scacchiere non è completo: manca il gruppo "Progetto Roseto" dell'ex assessore Alessandro Recchiuti, atteso con Nugnes, e restano da sciogliere i nodi di Lega, Forza Italia e Udc, che possono correre da soli oppure appoggiare Nugnes rinunciando ai simboli. Entro fine ottobre il quadro dovrebbe definirsi.