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di Redazione Teramo

Un comprensorio di circa 83mila abitanti senza alcuna postazione medicalizzata MSA. Parte dalla nuova organizzazione dell’emergenza-urgenza l’attacco del Comitato civico per la tutela dell’ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica alla Regione
Secondo il Comitato, delle 32 postazioni medicalizzate complessivamente previste in Abruzzo, alla provincia di Teramo ne sarebbero assegnate soltanto tre, a Teramo, Giulianova e Montorio. Per la Val Vibrata sarebbe prevista invece una postazione INDIA, con infermiere a bordo, oltre ai mezzi di soccorso di base.
«È come se la Val Vibrata fosse di troppo», denuncia il Comitato, che rincara: «Non c’è spazio e non ci sono risorse. Parafrasando Carlo Levi, verrebbe da dire che “Cristo si è fermato al Salinello”».
Sant’Omero, resta aperta la battaglia sui reparti
Le contestazioni riguardano anche l’ospedale di Sant’Omero. Se da una parte il Comitato registra il possibile recupero dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale, inizialmente esclusa, dall’altra torna a denunciare lo «scippo» di Ostetricia e Ginecologia, annunciando che la mobilitazione proseguirà.
Alla Asl vengono inoltre richiesti l’attivazione dei 12 posti letto di Lungodegenza e maggiori spazi per il Pronto Soccorso, anche attraverso il possibile utilizzo dei locali dell’ex modulo Covid. Tra le priorità viene indicata anche Medicina Interna, ritenuta strategica per il presidio.
Casa di Comunità e personale
Preoccupazione viene espressa anche per la Casa di Comunità Hub di Nereto che, secondo il Comitato, avrebbe ormai superato i termini previsti per la realizzazione e rischierebbe di non vedere la luce nonostante le rassicurazioni ricevute.
Sul personale, l’attenzione è rivolta al concorso appena bandito per la direzione della UOC: il Comitato chiede che venga concluso rapidamente e che porti alla scelta di una figura di elevato profilo professionale.
Restano inoltre da chiarire, secondo i rappresentanti civici, le ragioni della revoca della convenzione con l’Università dell’Aquila e il bilancio di quell’esperienza.
L’appello ai Comuni della Val Vibrata
L’ultima sollecitazione è rivolta alle istituzioni locali, definite «in gran parte latitanti». Il Comitato torna a chiedere la convocazione del Consiglio dell’Unione dei Comuni, annunciato da tempo, e chiama in causa la presidente Cristina Di Pietro.
Una serie di questioni sulle quali il Comitato chiede ora risposte, ribadendo la necessità di garantire alla Val Vibrata servizi sanitari proporzionati alla popolazione del territorio.