Abruzzo Daily

Logo
Logo
Ambiente

La cocciniglia "mangia" le pinete abruzzesi: Pineto lancia l’allarme e chiede l’intervento della Regione

L'emergenza interessa un'area molto più ampia: focolai sono stati rilevati anche a Pescara, Alba Adriatica, Silvi e Martinsicuro, mentre a Giulianova sono stati segnalati i primi sintomi

La cocciniglia "mangia" le pinete abruzzesi: Pineto lancia l’allarme e chiede l’intervento della Regione
di Tito Di Persio
2 MINUTI DI LETTURA

PINETO. Le pinete costiere abruzzesi sono sempre più minacciate dalla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), un parassita che sta colpendo in maniera significativa i pini domestici lungo il litorale. Di fronte a un fenomeno che non riguarda più soltanto un singolo territorio, il Comune di Pineto chiede alla Regione Abruzzo un coordinamento stabile degli interventi, con una strategia comune per monitoraggio, trattamenti e risorse.

A Pineto sono stati controllati 712 esemplari di pino domestico: 322 risultano gravemente colpiti, con perdita di aghi, disseccamento delle branche e presenza di fumaggine, mentre altri 345 presentano un livello intermedio di infestazione. Il Comune ha già trasmesso la relazione tecnica al Servizio Fitosanitario regionale e ha avviato interventi sulle alberature maggiormente compromesse. Complessivamente, sono già 170 i pini trattati.

L'emergenza, però, interessa un'area molto più ampia. Focolai sono stati rilevati anche a Pescara, Alba Adriatica, Silvi e Martinsicuro, mentre a Giulianova sono stati segnalati i primi sintomi. Secondo gli esperti, le temperature estive particolarmente prolungate avrebbero favorito lo sviluppo di una quarta generazione dell'insetto, aumentando ulteriormente la sua capacità riproduttiva.

«Siamo di fronte a un problema che supera i confini di Pineto e dei singoli territori comunali», sottolinea il sindaco Alberto Dell’Orletta, ricordando come l'amministrazione abbia già investito risorse proprie e attivato una collaborazione con l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, anche attraverso il progetto ministeriale RiConnEcTo.

A Pineto il monitoraggio viene effettuato attraverso controlli sul campo, rilievi GPS e tecnologie multispettrali con l'utilizzo di droni. Sono inoltre in corso interventi di endoterapia nelle aree maggiormente interessate, tra cui via De Gasperi, il Parco della Pace, via Doria e la pineta costiera.

Il Comune ha già convocato per il 9 settembre una riunione con i sindaci della costa teramana, alla quale sono stati invitati anche l'assessorato regionale all'Ambiente e il Servizio Fitosanitario regionale. L'obiettivo è affrontare il problema in maniera coordinata e individuare una strategia comune.

«Non chiediamo alla Regione di sostituirsi ai Comuni, ma di affiancarli», aggiunge Dell’Orletta. La richiesta è quella di istituire un tavolo permanente che coinvolga Regione, Servizio Fitosanitario, Comuni costieri e gli enti interessati, a partire dall'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, per condividere dati, coordinare i trattamenti e programmare le risorse.

La posta in gioco non è soltanto paesaggistica. Le pinete rappresentano un patrimonio ambientale e identitario, contribuiscono alla biodiversità e alla protezione della fascia costiera e costituiscono anche una componente importante dell'attrattività turistica. Per questo, secondo il Comune di Pineto, la lotta alla cocciniglia tartaruga non può essere affrontata soltanto con interventi emergenziali, ma necessita di una programmazione regionale e pluriennale.