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Tribunale

Teramo, spariscono le protesi acustiche di un’anziana al Mazzini: il giudice condanna la Asl

Riconosciuti 5mila euro di risarcimento, oltre alle spese legali. Determinanti le testimonianze e le lacune nella custodia degli effetti personali

Foto con Ia
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di Giancarlo Falconi
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Entra all’ospedale Mazzini di Teramo dopo un malore e, durante il percorso tra Pronto Soccorso e reparto di Neurologia, scompaiono i suoi apparecchi acustici. Protagonista della vicenda un’anziana che, il 12 luglio 2024, era stata soccorsa dal 118 e ricoverata in condizioni di particolare fragilità. Nonostante le ricerche dei familiari, le protesi non sono mai state ritrovate.

Il Giudice di Pace di Teramo, Simona Bondi Ciutti, con sentenza del 2 novembre 2026, ha riconosciuto la responsabilità della Asl, condannandola a risarcire 5mila euro, oltre alle spese legali.

Decisive le testimonianze che hanno confermato la presenza degli apparecchi al momento del soccorso e le contraddizioni emerse tra gli operatori sanitari. La struttura, inoltre, non ha prodotto alcun documento relativo alla presa in custodia e alla restituzione degli effetti personali.

La paziente, assistita dall’avvocato Antonella Galizia, ha ottenuto il riconoscimento anche del danno non patrimoniale per i disagi provocati dalla temporanea privazione degli ausili uditivi.

La decisione del giudice lascia aperta una questione che riguarda direttamente l'organizzazione ospedaliera: chi deve garantire la custodia degli oggetti personali di un paziente che non è in grado di farlo autonomamente? Nel caso dell'anziana, tra procedure non documentate e ricostruzioni contrastanti, due apparecchi indispensabili sono scomparsi senza lasciare traccia. A distanza di oltre due anni, a stabilire le responsabilità è stata una sentenza.