I disagi
Casa della Comunità di Roseto, ancora caos: corridoio affollato per ore, anziani in piedi, un solo ufficio per patenti ed esenzioni e poco rispetto dei dati sensibili
di Tito Di Persio

Entra all’ospedale Mazzini di Teramo dopo un malore e, durante il percorso tra Pronto Soccorso e reparto di Neurologia, scompaiono i suoi apparecchi acustici. Protagonista della vicenda un’anziana che, il 12 luglio 2024, era stata soccorsa dal 118 e ricoverata in condizioni di particolare fragilità. Nonostante le ricerche dei familiari, le protesi non sono mai state ritrovate.
Il Giudice di Pace di Teramo, Simona Bondi Ciutti, con sentenza del 2 novembre 2026, ha riconosciuto la responsabilità della Asl, condannandola a risarcire 5mila euro, oltre alle spese legali.
Decisive le testimonianze che hanno confermato la presenza degli apparecchi al momento del soccorso e le contraddizioni emerse tra gli operatori sanitari. La struttura, inoltre, non ha prodotto alcun documento relativo alla presa in custodia e alla restituzione degli effetti personali.
La paziente, assistita dall’avvocato Antonella Galizia, ha ottenuto il riconoscimento anche del danno non patrimoniale per i disagi provocati dalla temporanea privazione degli ausili uditivi.
La decisione del giudice lascia aperta una questione che riguarda direttamente l'organizzazione ospedaliera: chi deve garantire la custodia degli oggetti personali di un paziente che non è in grado di farlo autonomamente? Nel caso dell'anziana, tra procedure non documentate e ricostruzioni contrastanti, due apparecchi indispensabili sono scomparsi senza lasciare traccia. A distanza di oltre due anni, a stabilire le responsabilità è stata una sentenza.