Abruzzo Daily

Logo
Logo
Cosa è successo

Torricella Sicura, colpo di scena dopo la protesta dei 20 operai: il titolare dell’azienda presenta querela per estorsione e danneggiamento

Nell’atto depositato ai carabinieri di Modugno la ricostruzione dell’imprenditore sui rapporti di lavoro, la richiesta di 75mila euro e il pagamento di 24mila euro disposto dalla società committente per fermare la mobilitazione

La protesta degli operai
La protesta degli operai
di Tito Di Persio
3 MINUTI DI LETTURA

Colpo di scena nella vicenda degli operai che hanno protestato nel cantiere di Torricella Sicura: il titolare dell’impresa edile per cui lavoravano ha presentato una querela nei loro confronti.

La querela presentata ai carabinieri

A sporgerla, nella mattina 3 novembre 2026, è l’imprenditore di Modugno (Bari) che guida la SudTech Srl, presentatosi alle 9.55 negli uffici della Stazione dei Carabinieri di Modugno. Il verbale di ricezione della denuncia orale, chiuso alle 10.40, integra un esposto già presentato dallo stesso imprenditore il 27 ottobre scorso nei confronti di alcuni operai della sua impresa. I reati ipotizzati sono estorsione, che sarebbe stata consumata a Torricella Sicura tra le 10.30 del 26 ottobre e le 8.30 del 27 ottobre, e danneggiamento, contestato alle 8.30 del 27 ottobre.

La ricostruzione dell'imprenditore

Nella querela l’imprenditore ricostruisce la propria versione dei fatti. Racconta che all’inizio di agosto, per reperire nuovi dipendenti per i cantieri della sua azienda nel Teramano, si è rivolto a un’altra impresa edile, la Olicostruzioni Srl di Porto San Giorgio, che gli avrebbe messo a disposizione alcuni suoi lavoratori, tra cui sette operai. Il 5 agosto 2026 li ha assunti e, a metà settembre, li ha licenziati a seguito delle contestazioni sui lavori mosse dal committente, la società «La Casa Attiva», fatta eccezione per due fratelli rimasti in malattia fino al 30 settembre.

L’imprenditore sostiene inoltre che, a metà agosto, la Olicostruzioni avrebbe emesso una fattura di circa 5.000 euro per la manodopera nei confronti di una ditta che collabora con la sua società, somma versata in acconto sulle prestazioni dei dipendenti, che avrebbero dovuto essere pagati dall’impresa che li aveva messi a disposizione.

La protesta e la richiesta di 75mila euro

Poi la protesta. L’imprenditore afferma di aver appreso da social network e televisioni locali che alcuni dei suoi ex operai, insieme ad altre persone che non conosce, stavano manifestando nel cantiere di località Piano Grande a Torricella Sicura, pretendendo circa 75.000 euro a fronte di circa 15 giornate lavorative ciascuno: una cifra che, secondo lui, sarebbe invece quantificabile in circa 16.000 euro, di cui 5.000 già versati come acconto.

Il pagamento di 24mila euro e i lavori bloccati

Il 28 ottobre, davanti alla rivolta degli operai e alla presenza del sindacato Filca Cisl, con il rappresentante Giancarlo De Sanctis, la società committente avrebbe versato 24.000 euro ai lavoratori per placare la protesta. Una somma che, denuncia l’imprenditore, sarebbe stata poi «irregolarmente addebitata» alla sua società. Subito dopo il pagamento, aggiunge, avrebbe appreso che si stavano prendendo accordi per inserire un’altra azienda nella prosecuzione dei lavori, di fatto estromettendo la sua, e le lavorazioni della sua società sarebbero oggi ferme su tutti i cantieri.

La richiesta di punizione e la presunzione di innocenza

Per quanto esposto, chiede la punizione dei responsabili dei reati che si possono ravvisare nei fatti. Quanto riportato è la versione di chi ha presentato querela: si tratta di ipotesi di reato tutte da verificare e, come sempre, per le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza. Sarà l’autorità giudiziaria a chiarire quanto accaduto.