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di Redazione Teramo

POMEZIA. Cambia la competizione, cambiano gli uomini (appena due titolari in campo dall'inizio), ma il Teramo resta una macchina da gol: segnati e incassati, tipo Foggia di Zeman dei tempi che furono. Questo trentaduesimo di Coppa Italia poteva finire tranquillamente 5-3 per i biancorossi, però all'ultimo secondo poteva scapparci anche il 4-4 e c'è voluto un miracolo di Cingolani per evitare i calci di rigore. Sarebbe stata una beffa, perché il Teramo versione baby - ben sei under in campo dall'inizio, dei quali tre 2008 e due 2007 - ha dominato senza discussione il primo tempo e quando nella ripresa si è fatto inopinatamente rimontare dal 3-1 al 3-3 ha saputo riprendere in mano la partita, imponendo i propri valori tecnici. La vittoria dunque è sacrosanta, anzi fin troppo stretta, e porta il Diavolo ai sedicesimi di finale: il 28 ottobre al Bonolis arriveranno i sardi del Lattedolce Sassari, che hanno eliminato i corregionali dell'Ogliastra con un netto 3-0.
Il Teramo ha sbloccato il match all'11' grazie a una punizione a due in area concessa perché il portiere laziale Zandri ha bloccato con le mani un evidente retropassaggio di De Santis: Carpani ha toccato a Njambe (erano loro gli unici titolari dell'undici iniziale), il camerunense ha bucato il muro umano che aveva davanti con un'autentica bomba. Sull'unica incertezza difensiva del primo tempo il Teramo ha preso l'1-1 al 17', sbagliando la scalata e lasciando il difensore in avanscoperta Gemini libero di calciare dal limite; ma quattro minuti dopo un assist di De Negri ha messo Tourè nella condizione di controllare e infilare Zandri di sinistro. Il Teramo ha tenuto lontani dalla propria porta gli avversari, aggredendoli bene nella loro metà campo, e al 40' ha trovato il terzo gol: Njambe ha messo le ali a Tourè sulla destra, cross basso e appoggio facile in rete di De Negri, un 18enne da tenere d'occhio.
La ripresa è cominciata con una doppia occasione per Njambe e Tourè nel corso del primo minuto, ma dal possibile 1-4 si è passati subito al 2-3 perché Osorio l'ha messa dentro di testa su calcio d'angolo (male Mariani in marcatura nell'occasione). Il tecnico del Pomezia Casciotti ha cambiato assetto passando al 4-2-3-1 con il subentrato Amadio sulla trequarti e il Teramo ha sofferto questa mossa, anche se ha continuato a pungere di rimessa. Quando al 17' Persichini, per il resto francobollato molto bene da Cipolletti, si è girato dal limite e l'ha messa nell'incrocio, è sembrato che il Teramo potesse crollare. Non è stato così anche perché Pomante ha messo dentro due grossi calibri, Pavone e Marconato, mentre Pelosi (subentrato già all'11' all'ancora positivo Di Marino) ha fatto bene in mediana, confermando la propria duttilità. Teramo di nuovo padrone del campo, dunque, e decisivo 3-4 firmato al 27' da Tourè dopo un'azione offensiva infinita che Carpani ha rifinito per la doppietta del buon Nouhan, uno che potremmo definire il re di Coppe biancorosso ricordando le prodezze del 2024 nella finale regionale contro il Giulianova. Nel finale il Teramo si è messo 3-5-2 e, aiutato dall'espulsione di Morelli, è sembrato gestire il vantaggio in tranquillità, andando più volte vicinissimo al quinto gol con Tourè e Pavone. Al quarto minuto di recupero, però, nell'ultimo mischione Tondi stava per infilare il 4-4 con un pallonetto che Cingolani ha sventato con un gran colpo di reni. In un match segnato dalle buone prestazioni di quasi tutti gli under, De Negri su tutti, c'è stata dunque gloria anche per il portiere classe 2008 che aveva cominciato da titolare il campionato ma era finito in panchina dopo un errore contro il Notaresco.
Nota simpatica di colore per chiudere: un irriducibile tifoso biancorosso è arrivato a Pomezia anche se lo stadio aveva le porte chiuse e ha seguito la partita appollaiato sulla recinzione, sgolandosi a tifare da solo: al fischio finale la squadra e Pomante sono andati, giustamente, a ringraziarlo.
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Tourè 7.5 - Due gol e l'assist al bacio per De Negri, altre occasioni sfumate di un soffio nella ripresa, ma anche tanto movimento e lavoro sporco in ripiegamento. Il trattore nato in Guinea si conferma un titolare aggiunto.