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di Tommaso Silvi

PESCARA. C'era uno stadio da conquistare, ma soprattutto una qualificazione da centrare contro l'avversaria più temibile del girone. L'Italia Under 21 di Silvio Baldini - nella serata di lunedì 5 ottobre - ha fatto entrambe le cose in una notte destinata a restare nella memoria degli azzurrini e della città di Pescara: il netto 6-2 rifilato alla Polonia vale infatti il pass diretto per il prossimo Europeo, senza passare dai playoff. Per Baldini non si è trattato di una partita come le altre. L'Adriatico è infatti lo stadio dove appena un anno prima aveva scritto una delle pagine più belle della storia recente del Pescara, guidando i biancazzurri alla promozione in Serie B al termine di una straordinaria cavalcata nei playoff.
La profezia prima della partita
A fine gara il commissario tecnico ha rivelato le parole pronunciate ai suoi ragazzi prima di scendere in campo, facendo riferimento proprio al legame speciale che lo unisce a Pescara e alla sua gente. «Vedrete che stasera conoscerete un posto dove esiste la magia, dove la gente vi trascinerà facendovi fare una grande prestazione», ha detto Baldini alla squadra alla vigilia del match. Una previsione che si è trasformata in realtà. L'atmosfera dell'Adriatico ha accompagnato gli azzurrini per tutta la serata, spingendoli verso una vittoria che sembrava quasi impossibile sulla carta. La Polonia, infatti, arrivava all'appuntamento da imbattuta e dopo un percorso praticamente perfetto nel girone.
L'omaggio dei tifosi del Pescara
Prima ancora del fischio d'inizio, la città abruzzese aveva già fatto capire quale fosse il sentimento nei confronti dell'allenatore toscano. Sugli spalti è comparso uno striscione eloquente: «I pescaresi non dimenticano... grazie mister». Un messaggio che racchiude tutto ciò che Baldini è riuscito a costruire durante la sua esperienza in biancazzurro. Una sola stagione, quella 2024-25, ma sufficiente per lasciare un segno profondo. Dopo il quarto posto conquistato nella stagione regolare di Serie C, il Pescara diede vita a una lunga corsa playoff eliminando Pianese, Catania, Vis Pesaro e Audace Cerignola prima della finale contro la Ternana. Il momento simbolo arrivò proprio all'Adriatico, dove la promozione in Serie B fu conquistata ai calci di rigore. Da allora le strade del tecnico e del club si sono separate, ma l'affetto della piazza non è mai venuto meno.
Tutti i gol dedicati al ct
La sfida con la Polonia è stata un autentico show offensivo. Gli azzurrini hanno trovato la via della rete in molti modi diversi: dalle giocate individuali alle ripartenze, fino ai colpi di alta qualità tecnica che hanno sorpreso la difesa avversaria. Ma c'è stato un dettaglio che ha accomunato praticamente tutte le esultanze. Dopo ogni gol, i giocatori dell'Italia Under 21 hanno corso verso la panchina per abbracciare Baldini. Un'immagine che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il rapporto costruito dal tecnico con il gruppo.
La commozione a fine partita
Al triplice fischio la tensione accumulata si è sciolta. Le telecamere hanno immortalato Baldini mentre si toglieva gli occhiali per asciugarsi le lacrime. Lacrime di gioia, arrivate al termine di una serata quasi perfetta. Per qualificarsi direttamente all'Europeo l'Italia aveva bisogno di vincere con almeno due reti di scarto. Alla fine è arrivato un travolgente 6-2 contro una nazionale che fino a quel momento aveva dominato il proprio cammino.
La fiducia di Baldini
Chi conosce l'allenatore di Massa sa che raramente si lascia condizionare dalle difficoltà del momento. Anche alla vigilia della gara decisiva aveva trasmesso alla squadra una convinzione granitica. «C'è la convinzione che vinceremo, affrontando l'avversaria con il giusto spirito, senza risparmiarsi», aveva spiegato prima del match. Parole che non erano passate inosservate, soprattutto dopo la sofferta vittoria ottenuta pochi giorni prima in Armenia. Eppure Baldini ha continuato a credere nel valore del suo gruppo. «Sono speciali e me lo dimostrano in ogni momento. In un momento particolare della mia vita mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale e felice di fare quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli».
Il legame umano con i suoi giocatori
Dietro al successo dell'Under 21 c'è anche il rapporto umano che il commissario tecnico ha saputo instaurare con i suoi ragazzi. Un legame che si è rafforzato ulteriormente nei mesi più complicati della sua vita, segnati dal grave lutto per la scomparsa della figlia Valentina. Un dolore affrontato con la stessa autenticità che da sempre caratterizza il suo modo di vivere il calcio. Non a caso molti giocatori parlano di Baldini prima come uomo e poi come allenatore. Tra questi c'è anche Francesco Camarda, che alla vigilia della sfida contro la Polonia aveva descritto così il rapporto con il commissario tecnico: «Il mister è una persona speciale per me e per tutto il gruppo. Ci dà tanti insegnamenti a livello di vita personale. Ci vuole bene e noi gliene vogliamo altrettanto. Personalmente per lui farei la guerra, mi butterei ovunque». Parole che, alla luce degli abbracci in panchina e della notte magica di Pescara, raccontano meglio di qualsiasi analisi il segreto dell'Italia Under 21 di Silvio Baldini.