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Il caso

Atri, schiaffo al volto durante l'attività motoria: studente di 16 anni operato per una frattura allo zigomo

Un gruppetto di due o tre studenti sarebbe uscito da un'aula e avrebbe raggiunto il ragazzo mentre faceva attività motoria

L'istituto
L'istituto
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi
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ATRI. Uno schiaffo così violento da fratturargli lo zigomo. È finito sotto i ferri uno studente di circa 16 anni, colpito venerdì mattina in una sede staccata dell'Istituto d'Istruzione Superiore «Adone Zoli» di Atri mentre stava svolgendo attività motoria. Sul posto è intervenuto il 118 e il ragazzo è stato ricoverato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Cos’è successo

A ricostruire l'accaduto è la dirigente scolastica, Paola Angeloni, che ha anche smentito alcune voci errate circolate nelle prime ore dopo i fatti. Secondo la sua versione, un gruppetto di due o tre studenti sarebbe uscito da un'aula e avrebbe raggiunto il ragazzo mentre faceva attività motoria. Davanti a un docente, che ha assistito alla scena, uno di loro lo avrebbe colpito con uno schiaffo particolarmente forte, provocandogli la frattura allo zigomo. Gli studenti coinvolti frequentano classi seconde e avrebbero quindi tutti circa 16 anni.

La scuola ha fatto intervenire subito il 118 e ha contattato la famiglia del ragazzo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno ascoltato i docenti e i ragazzi.

Le parole della dirigente scolastica

Angeloni non nasconde la preoccupazione e invita a leggere l'episodio come un campanello d'allarme sul rapporto tra i ragazzi e sulla crescente difficoltà di affrontare i conflitti attraverso il dialogo. «Sono episodi che sicuramente a scuola non dovrebbero succedere», afferma. «È sicuramente sintomo di un malessere che vivono i ragazzi di oggi. È anche il pensare di poter risolvere problemi con la violenza». E aggiunge: «I ragazzi hanno questa violenza insita e purtroppo lo vediamo un pochino quotidianamente». Il rischio, è il senso del suo ragionamento, è che le parole contino sempre meno e le mani sempre di più.

L’episodio di Giulianova

L'episodio di Atri arriva a poche ore da un altro caso che ha scosso la scuola teramana, e che al momento è ancora tutto da ricostruire. Giovedì mattina all'Istituto Crocetti-Cerulli di Giulianova un docente di 62 anni è stato colpito da una crisi cardiaca al termine di un confronto con uno studente di 17 anni. Il professore è stato ricoverato in terapia intensiva e poi trasferito in cardiologia. Sulla dinamica esistono due versioni opposte: secondo la prima ricostruzione il ragazzo avrebbe minacciato l'insegnante, mentre i genitori sostengono che non lo abbia né toccato né insultato e che siano state le parole del docente ad alimentare il confronto. La famiglia dell'insegnante ha annunciato una denuncia, la dirigente Cristina Di Sabatino ha avviato un'istruttoria e nessuna delle due versioni può dirsi, allo stato, accertata.

Due episodi diversi, ad Atri e a Giulianova, che nell'arco di appena 25 ore riportano al centro dell'attenzione il tema della violenza tra adolescenti e quello della necessità di intervenire prima che i conflitti degenerino. L'istituto «Zoli» era già finito sotto i riflettori, anche internazionali, per la vicenda di Maria Spinelli, ex studentessa dell'alberghiero di Atri. La ventiduenne, originaria di Atri e vissuta a Città Sant'Angelo, è rimasta uccisa dai colpi di arma da fuoco esplosi durante un rave party ad Aarau, nel cantone svizzero di Argovia, il 30 agosto 2026.