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La decisione

Impianti sciistici e turbativa d'asta, dopo dieci anni assolto il sindaco di Cerchio

Per Gianfranco Tedeschi non luogo a procedere per 16 capi contestati dei 17 complessivamente formulati

Il sindaco Gianfranco Tedeschi
Il sindaco Gianfranco Tedeschi
di Pino Veri
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AVEZZANO. Cinquanta posizioni, 17 capi e 17 faldoni: dopo oltre dieci anni, nessun processo per Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio e autorevole consigliere provinciale: il gup dispone il non luogo a procedere. Tedeschi scrive a Abruzzo Daily alcune notizie con commenti che avremo occasione di riprendere:

«L’indagine venne raccontata attraverso titoli di forte impatto con riferimenti a corruzione, turbativa d’asta, appalti pubblici e impianti sciistici, dando origine alla rappresentazione mediatica della cosiddetta “inchiesta della neve”. Dopo oltre dieci anni, non hanno superato neppure il vaglio dell’udienza preliminare. Il filone relativo al presunto sistema degli appalti e degli impianti sciistici, quello che aveva prodotto la maggiore eco regionale e nazionale, era già stato separato e definito da tempo senza alcuna condanna».

La parte residua riguardava singole attività amministrative del Comune di Cerchio che, dopo oltre un decennio, non hanno determinato l’apertura di alcun processo.

Sei capi definiti perché il fatto non sussiste e uno per non aver commesso il fatto. Formula pienamente liberatoria anche per Andrea Tedeschi figlio del sindaco e anche lui imputato. È la conclusione di una vicenda giudiziaria imponente: 50 posizioni complessivamente coinvolte, 20 persone indicate nell’avviso di conclusione delle indagini, 17 capi d’imputazione, 17 faldoni e migliaia di pagine. Il gup del Tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, con sentenza pronunciata all’udienza del 26 giugno 2026, ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti Gianfranco Tedeschi per tutti i capi a lui contestati in 16 dei 17 capi complessivamente formulati assistito e difeso dall’avvocato Domenico Antonio Angeloni.

Tutte le contestazioni sulle quali il Giudice si è pronunciato nel merito sono state definite con formule pienamente liberatorie. Con la stessa sentenza è stato dichiarato il non luogo a procedere anche nei confronti di Andrea Tedeschi, figlio di Gianfranco Tedeschi, assistito e difeso dall’avvocato Pasquale Milo, con la formula pienamente liberatoria “perché il fatto non sussiste”. Il momento di maggiore esposizione pubblica fu la perquisizione del 24 ottobre 2016, eseguita presso l’abitazione e gli studi professionali di Tedeschi a Cerchio e ad Avezzano. L’operazione ebbe un’enorme risonanza sulla stampa regionale e nazionale.