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Numero legale

L'Aquila, salta il Consiglio comunale. L'opposizione: «La maggioranza antepone i propri equilibri alla città»

La minoranza: «Oggi, ancora una volta, a pagare il prezzo di questa litigiosità è stata L’Aquila»

L'Aquila, salta il Consiglio comunale. L'opposizione: «La maggioranza antepone i propri equilibri alla città»
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. «Dopo una lunga pausa estiva, il Consiglio comunale dell’Aquila, regolarmente convocato, oggi, lunedì 21 settembre, per grave assenza di consiglieri di maggioranza, con il venir meno del numero legale. Un fatto politicamente grave, che arriva mentre il centrodestra aquilano è sempre più attraversato da bracci di ferro interni, cambi di casacca e cinici calcoli legati ai futuri equilibri politici e alle prossime elezioni politiche».

Lo affermano i consiglieri comunali della minoranza, dopo che è saltato il Consiglio comunale.

«Ed è proprio questa litigiosità interna che oggi ha finito per paralizzare il Consiglio comunale - aggiungono dai banchi della minoranza al Comune dell'Aquila -. La conseguenza è che non si è potuto discutere di questioni importanti che i cittadini attendono da tempo. Tra queste, finalmente, le risposte sugli indici di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, il futuro del Progetto Case e il destino del Centro Turistico del Gran Sasso. Temi concreti, sui quali l’amministrazione avrebbe dovuto dare risposte alla città e che invece sono rimasti fuori dall’aula. Mentre il Consiglio avrebbe dovuto occuparsi di questi problemi, il centrodestra continua a essere impegnato in una guerra interna fatta di spostamenti da un gruppo all’altro, posizionamenti e trattative. Molti di coloro che oggi siedono in Consiglio sembrano già concentrati sulla possibilità di riciclarsi, cercando di capire quale collocazione possa garantire loro maggiori possibilità di candidatura e di rielezione. Una dinamica che rischia di essere ulteriormente alimentata dalla sovrapposizione con le prossime elezioni politiche:i l sindaco Pierluigi Biondi stia dedicando sempre più energie alla costruzione dei propri equilibri politici e alla ricerca di consiglieri in grado di sostenerne il percorso verso il Parlamento, mentre i problemi della città restano sullo sfondo. L’Aquila non può essere il terreno sul quale si consumano questi bracci di ferro. Il Consiglio comunale non è un luogo nel quale regolare i conti interni o costruire candidature: è l’istituzione chiamata a discutere e decidere sui problemi della città».

L'opposizione ha concluso: «Oggi, ancora una volta, a pagare il prezzo di questa litigiosità è stata L’Aquila. La maggioranza si assuma la responsabilità politica di quanto accaduto e torni a garantire ciò che dovrebbe essere normale: un Consiglio comunale presente, operativo e capace di dare risposte ai cittadini».