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L'intervista

Lorenzo Caruso, il manager con l'Abruzzo nel cuore

Nato a Tollo, trapiantato a Milano, è il vicepresidente dell’associazione EXTRA, lanciata nel 2025 dall’editore Alberto Leonardis che ne è presidente: «Orgoglioso delle mie radici, torno in Abruzzo ogni volta che posso»

Lorenzo Caruso
Lorenzo Caruso
di Alfredo Giovannozzi
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MILANO. L'Abruzzo nel cuore. È quello che gli abruzzesi che vivono lontano dalla regione di origine portano sempre con loro. È quello che ha spinto un nutrito gruppo di abruzzesi “lontani” a unirsi in una associazione chiamata, non a caso, EXTRA, l’Abruzzo nel Mondo il Mondo in Abruzzo. È la storia di tanti ed è la storia anche di Lorenzo Caruso.

60 anni, originario di Tollo in provincia di Chieti e trapiantato ormai da anni a Milano. Caruso è il vicepresidente di EXTRA ed è la prima cosa che racconta. «A inizio di quest’anno il presidente e fondatore di Extra Alberto Leonardis e il direttore generale Paride Vitale mi hanno coinvolto nella sfida di far crescere l’Associazione insieme a loro che ne sono la vera anima, mentre io ne sono un po' il motore. Un onore per me affiancarmi a personaggi come Alberto e Paride e ai circa 80 soci di Extra, tutti imprenditori e professionisti di successo tra Milano, Roma e altre città». 

Ma chi è Lorenzo Caruso?

«Tollese di nascita, bolognese di studi e milanese per lavoro. A Bologna mi sono laureato in Lettere e filosofia, con specializzazione in comunicazione e management dei Servizi, e ho iniziato come giornalista. Con il trasferimento a Milano inizio una lunga carriera come manager della comunicazione d’impresa e delle relazioni istituzionali in multinazionali come Prysmian e Generali Assicurazioni. Attività che svolgo ancora in qualità di consulente strategico».

Incarichi di prestigio; avrà viaggiato molto?

«Prysmian che è operativa in oltre 50 paesi nel mondo dove sviluppa reti per l’energia e le telecomunicazioni, mi ha dato in particolare l’opportunità di viaggiare davvero molto e seguire progetti in diversi Paesi, USA in particolare, sviluppando rapporti di alto livello con i media internazionali e i Governi. Ma di una cosa vado fiero: sono ancora iscritto all’ordine dei giornalisti che è stato il mio primo lavoro. D’altra parte la comunicazione e l’informazione sono da sempre il mio mondo».

È fresca la notizia del suo ingresso In Blackball, società di produzione video e cinematografica. In pratica realizza e promuove cose?

«L’innovazione è sempre stata una mia passione e nell’ultimo anno ho intrapreso una attività di investitore in aziende e start up innovative. In Blackball, ultimo mio progetto, seguiamo la produzione di importanti spot pubblicitari che vanno sulle reti tv nazionali, ma anche film che vanno nelle sale o video per conto di aziende. Abbiamo un sistema di produzione che, anche attraverso l’intelligenza artificiale, molto presto potrà costituire una forma di realizzazione di contenuti altamente innovativa. In Blackball sono entrato anche a far parte del cda».

Qual è la percezione che oggi si ha dell’Abruzzo?

«Purtroppo facciamo fatica a uscire dallo stereotipo della regione verde, del Gran Sasso, degli arrosticini e del forte e gentile. Noi siamo anche molto altro. Siamo una regione dove insistono persone di valore, professionisti di primo piano e giovani talenti in grado anche di dare vita a startup innovative con grandi potenzialità». 

E qui scende in campo EXTRA, giusto?

«Sì. La finalità della nostra associazione è proprio quella di farsi promotrice di far conoscere queste eccellenze al di fuori dei confini regionali. Tutti coloro che ne fanno parte condividono le stesse esperienze di successo e di capacità maturate in altri posti. L’Abruzzo ha dei talenti che molte volte noi stessi ignoriamo di avere». 

Questa forma di comunicazione innovativa farà parte anche dei progetti che state studiando per la nostra regione?

«Sì. Per il prossimo anno è in programma un incontro a Milano con la comunità finanziaria e imprenditoriale, con l’obiettivo di far conoscere le potenzialità dell’Abruzzo come terra dove poter fare impresa innovativa. Puglia e Campania sono molto attrattivi nei confronti di chi vuole investire in settori innovativi e fare giovane impresa, ma l’Abruzzo può riservare sorprese e opportunità. Sarà l’occasione giusta per dare impulsi e stimoli nuovi al nostro territorio».

Visto che il suo lavoro è anche quello di produttore cinematografico, c’è qualche progetto che riguarda l’Abruzzo?

«Si, come Extra abbiamo invitato autori e registi a sviluppare il progetto di un cortometraggio sulla città di L’Aquila nell’anno in cui è capitale della cultura. Un video che parli della città, delle sue bellezze e di come, dopo la terribile tragedia del terremoto del 6 aprile 2009, mostri una città che ha saputo rimettersi in piedi, letteralmente, e restituire le sue bellezze e il suo patrimonio a tutta la comunità ma anche al mondo. Lo presenteremo a breve alle Istituzioni e speriamo di riuscire a realizzarlo».

Qualcosa di EXTRA dunque?

«Sotto tutti i punti di vista!»

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