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L'intervista

Francesco Giammaria, la storia di un successo di famiglia

Il legale di origini aquilane è uno dei più importanti avvocati in diritto del lavoro: «EXTRA? Un progetto intelligente che ho sposato subito»

Francesco Giammaria
Francesco Giammaria
di Alfredo Giovannozzi
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PESCARA. C’è un prima e un dopo nella vita dell’avvocato Francesco Giammaria. Affermato giuslavorista, 56 anni, tra i fondatori di uno degli studi legali più famosi d’Italia. C’è un prima del 27 novembre 2023 e un dopo quella data fatalmente tragica. In quel giorno, infatti, viene a mancare il suo amato fratello Pierluigi a seguito di una grave malattia. Un dolore straziante per lui e l’intera famiglia che viene raddoppiato da quella del papà Giacomo (avvocato anche lui) quattro giorni dopo. Due funerali nel giro di una settimana. «Una esperienza che ci ha segnato tutti e in maniera particolare me. Ha lasciato la moglie e i due figli ai quali io sono sempre molto vicino. Poi mio padre qualche giorno dopo. Ricordando quei giorni mi commuovo ancora adesso».

Il momento più brutto per un professionista di successo che, però, vuole ricordare sempre il fratello. «Era anche lui un avvocato esperto in diritto commerciale e amministrativo. Un grande tifoso del Torino tanto è vero che il mercoledì successivo alla sua scomparsa, prima della partita con l’Atalanta (3-0 per i granata ndr) il capitano depose dei fiori sotto la curva maratona, davanti a uno striscione a lui dedicato. Momenti commoventi e indimenticabili».

L’emozione va via, poi, nel momento in cui gli si chiede del suo lavoro. «Sono fondatore e managing partner dello studio Pessi e Associati che ha sedi a Roma e Milano. Seguiamo le maggiori aziende nazionali e anche internazionali. Siamo tra i più importanti in Italia nel nostro settore». Abruzzese di nascita, con le radici che non vengono dimenticate. «Sono nato a L’Aquila, ci torno spesso. Anche perché abitando a Roma è a un tiro di schioppo. Non si dimenticano le proprie origini».

Poi è arrivata EXTRA. «Già. Poi è arrivata la chiamata di Alberto Leonardis che mi ha presentato questo progetto. Mi è sembrata subito un’idea molto intelligente che poteva dar luogo ad una realtà straordinariamente utile all’Abruzzo. Pensare di fondare una associazione che raccoglie in sé tutte le eccellenze e le migliori esperienze di tanti imprenditori, professionisti e manager è stata un’illuminazione. Non potevo di no. Ne sono stato uno dei soci fondatori ed ora ho il compito di presiederne il comitato governance. Ogni volta che abbiamo l’occasione di incontrarci è un ottimo veicolo per raccontare le esperienze personali e trovare idee e soluzioni per fare in modo che il nostro Abruzzo possa migliorare ed affermarsi sempre di più. Mi ha dato anche la possibilità di scoprire quanti corregionali, in Italia, occupino ruoli di importanza fondamentale nel mondo dell’economia, della medicina, dell’impresa e nelle professioni».

A proposito delle professioni: oggi il diritto del lavoro ha un ruolo importante nella società moderna. È cambiato il modo di approcciarsi al diritto del lavoro? «È una materia sempre di estrema attualità, rivolta (per quanto riguarda me ed il mio studio) soprattutto alle aziende che attraversano momenti di crisi. Il nostro lavoro è quello di fornire consulenza alle aziende che non assistiamo solo nel contenzioso. Ci occupiamo, in maniera particolare, di operazioni societarie, di licenziamenti, di cassa integrazione, di mobilità. Ma anche di contratti dei vertici, di supporto ai consigli di amministrazione, di assistenza nei rinnovi dei contratti collettivi. A tal proposito c’è da dire che molti contratti collettivi sono fermi da anni e questo è un problema vista, per un verso, l’evoluzione che c’è stata in campo normativo, per un altro l’esigenza di adeguamento della parte economica in alcuni casi diventata molto pressante».

Sono stati anni di grandi dolori ma anche di grandi soddisfazioni. La vita però? «Va avanti senza mai dimenticare le nostre radici ed i nostri affetti più cari. Io indosso con fierezza ed orgoglio la toga che era di mio fratello».

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