Nomine
Questura di Teramo, arrivano otto nuovi vice ispettori: rafforzati uffici e servizi sul territorio
di Redazione Teramo

TERAMO. Il 23 novembre 2025, a Bellante, un pomeriggio come tanti si trasforma in tragedia. Andrea ha 17 anni quando la sua moto si scontra con un’auto che non si ferma a prestare soccorso. Poi il buio. A notarlo è un passante, il primo a intervenire. Ancora il buio, quindi la speranza, la paura e le domande dei genitori, sospese tra ciò che i medici diranno e ciò che temono di sentire.
Andrea entra in coma. Quando riapre gli occhi non ricorda nulla: non sa cosa sia successo, perché si trovi in ospedale, quanti giorni siano trascorsi. Per i genitori è il momento più bello, per lui il più difficile. Comincia così una lunga battaglia: 72 giorni di ricovero, 72 giorni senza mai smettere di lottare. Andrea trova la forza di rialzarsi grazie all’amore della famiglia — mamma, papà, fratello e sorellina — degli amici e dei medici che lo assistono. Accanto a lui anche il sostegno dei colleghi della polizia penitenziaria del padre, che donano simbolicamente 90 giorni delle loro ferie per permettergli di restare sempre vicino al figlio.
Madre e padre vegliano giorno e notte al suo capezzale, sostenendosi a vicenda e trasmettendo ad Andrea una forza che solo chi ha un figlio può conoscere. Con il tempo Andrea torna a camminare, migliora e rientra a casa. Il padre gli prepara una stanza al piano terra per evitargli le scale e dorme poco distante, sul divano, per sentirlo vicino. La madre non smette di stringergli la mano mentre racconta quella che definisce una storia di rinascita.
Il percorso non è concluso: Andrea dovrà proseguire la riabilitazione e affrontare altri interventi. Ma è qui, continua a combattere, sostenuto dalla sua famiglia e da una determinazione che supera la sua giovane età. Il suo messaggio è semplice e diretto: non arrendersi mai, perché anche nei momenti più difficili la forza di andare avanti può condurre, un passo alla volta, verso la luce.