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La storia

Andrea, dal buio del coma dopo l'incidente alla rinascita. La battaglia di un 17enne e l’amore che lo ha salvato - Video

Bellante, la sua moto si scontra con un’auto che non si ferma a prestare soccorso: da lì inizia un calvario dove solo ora si vede la luce. Le sue parole, piene di determinazione, e quelle dei genitori

Il sorriso ritrovato di Andrea e i genitori
Il sorriso ritrovato di Andrea e i genitori
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Il 23 novembre 2025, a Bellante, un pomeriggio come tanti si trasforma in tragedia. Andrea ha 17 anni quando la sua moto si scontra con un’auto che non si ferma a prestare soccorso. Poi il buio. A notarlo è un passante, il primo a intervenire. Ancora il buio, quindi la speranza, la paura e le domande dei genitori, sospese tra ciò che i medici diranno e ciò che temono di sentire.

Andrea entra in coma. Quando riapre gli occhi non ricorda nulla: non sa cosa sia successo, perché si trovi in ospedale, quanti giorni siano trascorsi. Per i genitori è il momento più bello, per lui il più difficile. Comincia così una lunga battaglia: 72 giorni di ricovero, 72 giorni senza mai smettere di lottare. Andrea trova la forza di rialzarsi grazie all’amore della famiglia — mamma, papà, fratello e sorellina — degli amici e dei medici che lo assistono. Accanto a lui anche il sostegno dei colleghi della polizia penitenziaria del padre, che donano simbolicamente 90 giorni delle loro ferie per permettergli di restare sempre vicino al figlio.

L'intervista ad Andrea

Madre e padre vegliano giorno e notte al suo capezzale, sostenendosi a vicenda e trasmettendo ad Andrea una forza che solo chi ha un figlio può conoscere. Con il tempo Andrea torna a camminare, migliora e rientra a casa. Il padre gli prepara una stanza al piano terra per evitargli le scale e dorme poco distante, sul divano, per sentirlo vicino. La madre non smette di stringergli la mano mentre racconta quella che definisce una storia di rinascita.

Il percorso non è concluso: Andrea dovrà proseguire la riabilitazione e affrontare altri interventi. Ma è qui, continua a combattere, sostenuto dalla sua famiglia e da una determinazione che supera la sua giovane età. Il suo messaggio è semplice e diretto: non arrendersi mai, perché anche nei momenti più difficili la forza di andare avanti può condurre, un passo alla volta, verso la luce.