L'analisi
Lavoro povero e precarietà in Abruzzo: stipendi bassi, part-time e divari di genere
di Luca Di Renzo

La Corte di Cassazione ha disposto la scarcerazione per il 17enne pescarese, residente in Umbria e arrestato a marzo scorso con l'accusa di propaganda e istigazione a delinquere su base razziale e detenzione di materiale con finalità di terrorismo. La decisione è arrivata tramite l'annullamento dell'ordinanza emessa dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila limitatamente alle esigenze cautelari, disponendo contestualmente il rinvio degli atti al tribunale aquilano.
Il procedimento giudiziario vede al centro un quadro investigativo molto complesso condotto dagli inquirenti. Il giovane residente in Umbria ma originario del territorio pescarese era finito nel mirino degli investigatori con l'accusa principale di aver progettato una strage all'interno del liceo artistico Misticoni di Pescara. Le indagini coordinate dalla magistratura minorile non coinvolgono tuttavia soltanto il ragazzo tornato in libertà nelle ultime ore.
Le indagini e le posizioni degli altri indagati
Nell'ambito della stessa inchiesta condotta dalle forze dell'ordine e dalla magistratura risultano complessivamente indagate altre sette persone, i cui ruoli all'interno della presunta rete legata alla propaganda razziale e ai contenuti di matrice terroristica sono attualmente al vaglio degli inquirenti. La posizione del17enne torna ora all'attenzione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che dovrà riesaminare la questione relativa alle misure cautelari alla luce del pronunciamento definitivo emesso dalla Corte di Cassazione.