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Incidente e fuga

Dodicenne investito durante la grandinata, l'automobilista fugge: «Mio figlio ha incrociato il suo sguardo»

L’impatto a Bellante Stazione, il volo sul cofano e la caduta sull’asfalto. Il padre: «Ore di angoscia in ospedale, ciò che fa più male è l’assenza di umanità». Indagano i Carabinieri

Dodicenne investito durante la grandinata,  l'automobilista fugge: «Mio figlio ha incrociato il suo sguardo»
di Giancarlo Falconi, Tito Di Persio
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BELLANTE. L’impatto, il corpo scaraventato sopra il cofano di un’auto bianca e poi la violenta caduta sull’asfalto. Subito dopo, mentre sul Teramano si abbatteva una grandinata di eccezionale intensità, il crossover avrebbe proseguito la marcia senza fermarsi, facendo perdere le proprie tracce. A terra è rimasto un ragazzo di appena 12 anni, investito nella serata di ieri a Bellante Stazione, mentre la provincia di Teramo era travolta dalla violenta ondata di maltempo che ha provocato danni ingenti e pesanti disagi alla circolazione.

Cosa è accaduto

L’incidente è avvenuto intorno alle 19.45, in una delle fasi più critiche della perturbazione. La pioggia battente e i chicchi di grandine di grandi dimensioni avevano reso le strade particolarmente pericolose, mentre i mezzi di soccorso erano impegnati contemporaneamente su numerosi interventi.Dopo l’urto, il ragazzo sarebbe finito sul cofano della vettura, incrociando per alcuni interminabili secondi lo sguardo del conducente. L’automobilista, tuttavia, non si sarebbe fermato per prestare soccorso e si sarebbe allontanato approfittando anche delle difficili condizioni meteorologiche. Il giovane avrebbe riconosciuto la casa automobilistica del mezzo, un particolare immediatamente comunicato ai Carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per individuare il veicolo e risalire all’identità della persona che si trovava alla guida. Sul posto sono intervenuti gli operatori della Croce Bianca di Teramo e l’equipaggio della medicalizzata. Dopo le prime cure, il dodicenne è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove è stato ricoverato in codice giallo per un politrauma.

Lo sconforto del padre

Il padre Marcello ha trascorso la notte in ospedale, tra esami, controlli e una lunga osservazione clinica. Ore interminabili, vissute nell’angoscia per le condizioni del figlio e nella crescente rabbia per il comportamento dell’automobilista.«Quello che fa più male – racconta – è la mancanza di soccorso e di pietà umana. Mio figlio era a terra, aveva soltanto dodici anni, e quella persona ha scelto di andare via».Le indagini proseguono e ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore. Resta, intanto, l’immagine più dolorosa di questa vicenda: un bambino ferito sull’asfalto, nel pieno della tempesta, e un’auto che si allontana senza fermarsi.