Musica
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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. Era stata ieri una facile profezia prevedere che, insomma, il summit tenuto a mezzo web sui tribunali abruzzesi a rischio chiusura avrebbe avuto scarsa risonanza ed era finito ”solo” con una lettera alla Meloni.
Vi avevano partecipato con grande senso del dovere e necessità di profondere il massimo sforzo il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, coordinatore, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano Roberto Di Pietro, il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, che ricopre anche la carica di presidente dell’Ordine forense della città, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano Antonio Codagnone, il sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna, la presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto Maria Sichetti e il sindaco di Lanciano Filippo Paolini.
Ma ora l’ipotesi degli emendamenti proposti dal centrosinistra non è andata a buon fine.
Le dichiarazioni del senatore Michele Fina
Lo conferma il senatore marsicano Michele Fina che scrive a Abruzzo Daily: «È appena arrivata la notizia che la commissione Giustizia del Senato, riunita oggi per l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 100 in materia di giustizia, ha bocciato gli emendamenti dell'opposizione che avrebbero consentito la salvezza definitiva dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, al centro del dibattito politico e istituzionale delle ultime settimane. Sono molto deluso per questa decisione del Governo e della maggioranza. È una bocciatura che fa venir meno un veicolo normativo concreto e immediato per mettere definitivamente in sicurezza i tribunali sub provinciali abruzzesi e che rischia di riportare questa vicenda su un binario morto. Avevamo auspicato e chiesto con forza che tutta la politica abruzzese, al di là delle appartenenze, e tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione, potessero convergere su questi emendamenti, convincendo il Governo a non respingere una proposta di buon senso, attesa da territori che da anni vivono nell'incertezza. Abbiamo ripetuto più volte di essere disponibili perfino a rinunciare alla prima firma degli emendamenti, qualora ciò fosse stato utile a favorire l'approvazione. Per noi non è mai stata una battaglia di bandiera, ma una battaglia nell'interesse dell'Abruzzo, della giustizia e delle comunità che quei tribunali servono ogni giorno. Lo aveva chiesto anche il Comitato per la salvaguardia dei tribunali con i sindaci e i presidenti degli ordini professionali, che all'esito della riunione di ieri, aveva rivolto attraverso la stampa un appello all'unità di tutta la politica. Purtroppo quell'auspicio si è infranto contro la scelta del Governo e della maggioranza di proseguire esclusivamente con l'iter del disegno di legge già incardinato alla Camera. Da parte nostra continuiamo a garantire la massima collaborazione e la piena unità di intenti su quel provvedimento, ma affermiamo con altrettanta forza che la battaglia sul decreto-legge Giustizia non si ferma qui e che non tutto è perduto. L'iter parlamentare del decreto prosegue e noi saremo attenti e vigili affinché ogni ulteriore possibilità di salvare definitivamente i tribunali possa essere colta e valorizzata. È quello che ci chiedono i nostri territori e continueremo a lavorare con determinazione perché questa richiesta trovi finalmente una risposta concreta».
Resta ancora in piedi il progetto governativo di revisione di tutta la geografia giudiziaria.