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Sanità: l'inchiesta

Veterinari insufficienti all’Asl di Teramo: l’allarme sui controlli alimentari - Prima puntata

L’organico previsto è di 16 dirigenti veterinari, ma alla fine del 2025 le unità effettivamente in servizio risultano essere solo 11

Veterinari insufficienti all’Asl di Teramo: l’allarme sui controlli alimentari - Prima puntata
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Un servizio essenziale che rischia di andare in affanno, proprio mentre dovrebbe garantire uno dei presìdi più delicati della sanità pubblica: la sicurezza degli alimenti. È questo lo scenario che emerge dalla situazione del Servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale (Area B) della ASL di Teramo, alle prese con una persistente e non compensata carenza di personale dirigente.

L’organico previsto è di 16 dirigenti veterinari, ma alla fine del 2025 le unità effettivamente in servizio risultano essere solo 11, numero destinato a ridursi ulteriormente nel 2026. Pensionamenti, trasferimenti e congedi per maternità, avvenuti a partire dall’estate del 2024, non sono stati accompagnati da alcun piano di reclutamento, determinando una progressiva riduzione della capacità operativa del servizio.

La criticità è diventata evidente già nella prima metà del 2025, quando il numero di professionisti disponibili non è stato più ritenuto compatibile con i Livelli Essenziali di Assistenza da garantire, in particolare nei macelli e negli stabilimenti soggetti a controllo ufficiale. Nonostante ciò, a differenza di quanto avvenuto in altre unità operative aziendali, non è stata avviata alcuna procedura concorsuale per il rafforzamento dell’Area B.

Per tamponare l’emergenza, la direzione aziendale ha optato per una soluzione organizzativa straordinaria: l’impiego volontario e incentivato di dirigenti veterinari appartenenti ad altri servizi, il SVSA e lo SVIAPZ, attraverso obiettivi di budget. Una scelta che ha però sollevato rilievi di carattere giuridico.

Il sindacato di categoria S.I.Ve.M.P. ha infatti trasmesso alla direzione dell’ASL un parere legale che contesta la legittimità dell’utilizzo di personale afferente a discipline diverse per lo svolgimento di attività riservate per legge all’Area B, ribadendo la necessità di procedere a un reclutamento mirato di dirigenti veterinari con la specifica area disciplinare.

Ulteriore elemento di criticità riguarda il profilo economico. I controlli ufficiali richiesti dagli operatori del settore alimentare sono finanziati anche attraverso tasse eurounionali vincolate, destinate a remunerare il personale impiegato oltre l’orario ordinario. Secondo quanto segnalato, tuttavia, mancherebbero evidenze contabili puntuali sull’utilizzo di tali risorse, che verrebbero considerate dall’azienda come entrate indistinte.

Una gestione che solleva dubbi sulla trasparenza e sulla corretta destinazione dei fondi e che, unita alla carenza di personale, rischia di compromettere l’efficacia dei controlli e la tutela della salute dei cittadini. Un quadro che ora attende risposte chiare e interventi strutturali, prima che l’emergenza diventi sistema.