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Il dibattito

Sanità teramana, Mariani attacca la Regione: «Tagli sottoscritti da quel centrodestra che oggi finge di stupirsi»

Sotto accusa la bocciatura dell’atto aziendale Asl Teramo e la perdita delle UOC di Chirurgia a Sant’Omero e Malattie Infettive

Sandro Mariani
Sandro Mariani
di Redazione Teramo
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TERAMO. La Regione Abruzzo guidata da Marco Marsilio sta conducendo una «guerra insensata» contro la sanità teramana. Lo sostiene il consigliere regionale Pd Sandro Mariani, secondo cui il territorio si sta vedendo sottrarre risorse, professionalità e opportunità.

Il caso Asl e le UOC a rischio

Al centro dell’attacco la bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo da parte dell’Agenzia sanitaria regionale e la perdita di due Unità Operative Complesse: Chirurgia a Sant’Omero e Malattie Infettive a Teramo.

Il richiamo alla legge 60/2023

Mariani ricorda che il ridimensionamento sarebbe stato sancito già con la L.R. 60/2023, approvata il 12 dicembre 2023, in attuazione del D.M. 70/2015 sulla rete ospedaliera. Una norma – afferma – votata anche dai consiglieri teramani di maggioranza.

“Promesse elettorali smentite”

Secondo Mariani, l’articolo 3 della legge, che consentiva modifiche «a invarianza di risorse», sarebbe stato usato come palliativo per rassicurare, mentre nelle tabelle allegate risultavano già unità e posti letto tagliati. «In campagna elettorale dicevano che non avremmo perso nulla», accusa.

La richiesta: stop ai tagli

Il consigliere Pd chiede a Marsilio e all’assessore Nicoletta Verì un passo indietro e una revisione complessiva della rete sanitaria: «Se ci sono lacune gestionali si correggono gli organici, non si chiude il reparto. Al centro deve tornare la salute».