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Teramo, monopattini senza regole: contromano, in due e con il cellulare in mano

Due incidenti in appena ventiquattr’ore riaccendono l’allarme. Cittadini e automobilisti chiedono controlli più severi anche sulle biciclette elettriche modificate e non conformi

Teramo, monopattini senza regole: contromano, in due e con il cellulare in mano
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Senza casco, con il telefonino in una mano e il manubrio nell’altra. Contromano, sui marciapiedi, in due sullo stesso mezzo e, in alcuni casi, guidati persino da ragazzini che non hanno ancora compiuto 14 anni.

La “giungla dei monopattini” continua sulle strade di Teramo, dove cittadini e automobilisti segnalano quotidianamente comportamenti pericolosi e violazioni evidenti delle norme sulla circolazione.

A riaccendere l’allarme sono stati anche due incidenti avvenuti soltanto ieri. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione della dinamica, entrambi sarebbero stati causati dall’utilizzo improprio dei monopattini elettrici.

Eppure le regole sono ormai chiare. Il monopattino può essere guidato soltanto da chi ha compiuto 14 anni, è vietato trasportare altre persone e il conducente deve mantenere entrambe le mani sul manubrio, salvo il tempo necessario per segnalare una svolta. Sono vietate anche la circolazione sui marciapiedi e quella contromano, con l’eccezione delle strade nelle quali sia espressamente previsto il doppio senso ciclabile.

Il casco è obbligatorio per tutti i conducenti, compresi i maggiorenni. Dal 17 maggio 2026 è inoltre operativo l’obbligo del contrassegno identificativo, il cosiddetto “targhino”, mentre dal 16 luglio 2026 è entrato in vigore anche l’obbligo della copertura assicurativa per la responsabilità civile.

Nonostante questo, sulle strade cittadine continuerebbero a circolare mezzi privi di contrassegno e, soprattutto, non assicurati. Una condizione che può trasformarsi in un problema ancora più grave in caso di investimento o incidente con danni a persone e veicoli.

Le segnalazioni riguardano anche alcune biciclette elettriche apparentemente modificate, capaci di raggiungere velocità superiori a quelle consentite e utilizzate come veri e propri ciclomotori, ma senza targa, assicurazione e dispositivi di sicurezza previsti per quella categoria di veicoli.

Da qui la richiesta rivolta alle forze dell’ordine e alla Polizia locale: intensificare i controlli, soprattutto nelle zone maggiormente frequentate dai giovani e lungo le strade del centro.

Non si tratta di criminalizzare la mobilità elettrica, che rappresenta una valida alternativa per gli spostamenti urbani, ma di impedire che l’assenza di prudenza e il mancato rispetto delle regole trasformino monopattini e biciclette modificate in un pericolo per conducenti, pedoni e automobilisti.

Dopo gli ultimi incidenti, però, la domanda dei cittadini resta sempre la stessa: quanti altri episodi dovranno verificarsi prima che sulle strade di Teramo vengano avviati controlli sistematici?