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Episodio choc

Giulianova, stazione fuori controllo. Commerciante minacciato: «Mi dicono: ti spezzo le gambe e faccio saltare in aria il bar»

Il presidente provinciale di Confesercenti allarga poi il quadro, parlando di un degrado che interesserebbe ormai stabilmente l'intera area: il racconto

La zona e il commerciante
La zona e il commerciante
di Tito Di Persio
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GIULIANOVA. Ancora tensione nel piazzale della stazione ferroviaria di Giulianova, dove negli ultimi giorni si sono susseguiti numerosi interventi dei carabinieri della Compagnia di Giulianova e degli agenti della Polizia Ferroviaria per contenere una situazione che, secondo i commercianti della zona, è ormai diventata insostenibile.

Al centro dell'ultimo episodio c'è Gianluca Grimi, presidente provinciale di Confesercenti e titolare del bar che si affaccia direttamente sul piazzale, che ha presentato una nuova denuncia dopo essere stato nuovamente minacciato da un uomo senza fissa dimora, già noto alle forze dell'ordine.

Secondo quanto ricostruito, il soggetto avrebbe iniziato a creare disordini consumando alcolici in violazione dell'ordinanza comunale che ne vieta il consumo nell'area della stazione. Con il passare delle ore l'uomo avrebbe assunto un atteggiamento sempre più aggressivo nei confronti del titolare, dei dipendenti e dei clienti del locale, costringendo Polfer e carabinieri a intervenire ripetutamente per allontanarlo. Tuttavia, ogni volta sarebbe tornato nel piazzale, rendendo necessari nuovi interventi.

Grimi racconta di vivere una situazione che va avanti da mesi e che, nonostante il costante presidio delle forze dell'ordine, continua a ripetersi. «Questo soggetto, già noto alle forze dell'ordine e destinatario di un precedente ammonimento del Questore, continua a minacciare me e i miei collaboratori. Ogni giorno lavoriamo con la paura che possa accadere qualcosa di grave».

Il presidente provinciale di Confesercenti allarga poi il quadro, parlando di un degrado che interesserebbe ormai stabilmente l'intera area della stazione. «Da oltre un anno il piazzale è diventato una terra di nessuno. Qui si ritrovano i cosiddetti "maranza", insieme a ragazzi ospitati nel Cara di Mosciano Sant'Angelo, in gran parte provenienti dall'area del Maghreb. Si affrontano tra loro per il controllo della piazza, tra consumo di alcol, liti e risse, creando un clima di forte insicurezza per commercianti, pendolari, turisti e cittadini che ogni giorno transitano nella stazione».

Una situazione che, racconta il commerciante, aveva già costretto in passato il suo locale a modificare gli orari di apertura per tutelare l'incolumità dei dipendenti. Alla luce degli ultimi episodi, i carabinieri della Compagnia di Giulianova hanno trasmesso alla Procura della Repubblica una dettagliata informativa affinché vengano valutati eventuali provvedimenti nei confronti del soggetto e più in generale della situazione che interessa il piazzale della stazione. Grimi, pur esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell'ordine, sottolinea che senza ulteriori strumenti il problema rischia di ripresentarsi.

«Confido pienamente nel lavoro di carabinieri e Polizia, che in questa settimana sono intervenuti più volte dimostrando grande professionalità. Ma senza un provvedimento dell'autorità giudiziaria possono fare ben poco: allontanano queste persone e dopo poco ritornano. Mi auguro che la Procura possa intervenire al più presto».

Infine il commerciante racconta il clima di paura con cui è costretto a convivere ogni giorno. «Sentirsi dire mentre si lavora, davanti ai propri clienti, "ti spezzo le gambe" oppure "ti faccio saltare in aria il bar" non è normale. Nessuno dovrebbe lavorare in queste condizioni». Grimi conclude con un appello alle istituzioni affinché venga restituita sicurezza a uno dei luoghi più frequentati della provincia.

«La stazione ferroviaria di Giulianova rappresenta il principale crocevia della provincia di Teramo, sia per il traffico ferroviario che per quello degli autobus. È il primo biglietto da visita per migliaia di turisti e pendolari. Non possiamo permettere che venga lasciata nell'abbandono».