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di Luca Di Renzo

PESCARA. Nel pomeriggio di oggi, domenica 26 luglio, nel tratto di mare antistante Pescara sud, il personale dell’associazione Lifeguard è intervenuto per mettere in sicurezza una barca a vela alla deriva, spinta verso la costa probabilmente dal forte vento e dal mare mosso.
L’imbarcazione, priva di persone a bordo, si trovava in prossimità del pennello della spiaggia libera Bau Beach di Pescara. Il motore era ancora acceso, con l’elica in movimento, mentre la vela di prua risultava aperta. La situazione rappresentava un serio pericolo sia per i bagnanti sia per la stessa imbarcazione, che rischiava di urtare contro le barriere frangiflutti e di subire gravi danni, con la possibile fuoriuscita di carburante o altri danni ambientali.
Le prime operazioni di emergenza sono state effettuate da otto operatori dell’associazione Lifeguard presenti nella zona, con l’aiuto di un paio di bagnanti. Il gruppo è intervenuto tempestivamente per impedire che la barca continuasse ad avvicinarsi alle scogliere.
Gli operatori sono saliti a bordo dell’imbarcazione e hanno provveduto a spegnere il motore, fermare l’elica, chiudere la vela di prua e tentare di ancorare il natante, così da limitarne gli spostamenti e scongiurare l’impatto contro il pennello.
Poco dopo è giunto sul posto anche il presidente dell’associazione Lifeguard, Cristian Di Santo, che ha preso parte alle successive fasi dell’intervento e ha collaborato al coordinamento delle operazioni.
«Quando sono arrivato, la barca era già stata raggiunta dal nostro personale, che, con l’aiuto di alcuni bagnanti, aveva immediatamente avviato le operazioni necessarie per metterla in sicurezza», ha spiegato Di Santo. «A bordo non c’era nessuno, ma il motore era acceso, l’elica era in movimento e la vela di prua era ancora aperta. Si trattava di una situazione particolarmente pericolosa, anche a causa del mare agitato».
«Il primo obiettivo è stato quello di proteggere i bagnanti, evitare l’urto dell’imbarcazione contro le scogliere e scongiurare eventuali danni ambientali, come una possibile fuoriuscita di carburante», ha aggiunto il presidente della Lifeguard.
È stata quindi allertata la Capitaneria di Porto di Pescara, intervenuta con tre unità della Guardia Costiera. Grazie al coordinamento della Guardia Costiera, è stato possibile liberare la barca a vela e condurla oltre le barriere frangiflutti.
A bordo dell’imbarcazione sono rimasti Cristian Di Santo e il responsabile Lifeguard di Francavilla al Mare, Francesco Venditti, che hanno collaborato alle operazioni di traino e di rientro. Nonostante le difficili condizioni del mare, la barca è stata infine condotta nel porto di Pescara, scortata dalle motovedette della Guardia Costiera. Le operazioni si sono concluse in condizioni di massima sicurezza.