Il caso
Sant’Omero, bar affidato ad amministratori giudiziari: tre indagati per presunto sfruttamento dei lavoratori
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Una telefonata costruita nei minimi dettagli, il nome delle forze dell’ordine utilizzato per conquistare la fiducia della vittima e, infine, l’ingresso nell’abitazione. È così che due truffatori sarebbero riusciti a sottrarre circa 200 grammi d’oro dalla casa di una persona anziana residente a Teramo.
Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata contattata da un uomo che, qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine, le avrebbe parlato di un presunto furto della sua identità digitale. Il falso investigatore avrebbe poi sostenuto che i suoi dati fossero collegati a una rapina avvenuta in una gioielleria.
Per chiarire la vicenda, sarebbe stata prospettata la necessità di effettuare una verifica sui preziosi custoditi nell’abitazione. Poco dopo, due uomini si sarebbero presentati alla porta e, sfruttando lo stato di agitazione e disorientamento della vittima, sarebbero riusciti a impossessarsi dell’oro.
Il racconto dell’anziana, ancora fortemente provata, sarebbe apparso in alcuni passaggi confuso. Tra i ricordi più nitidi, tuttavia, ci sarebbe la spinta ricevuta da uno dei due uomini poco prima della fuga.
Solo dopo l’allontanamento dei truffatori la donna avrebbe pienamente compreso quanto accaduto. Alla paura si sarebbero aggiunti la rabbia, il senso di vuoto e lo smarrimento, sentimenti condivisi anche dai familiari più vicini.
La denuncia è stata formalizzata e le indagini sono affidate ai carabinieri, impegnati nella ricostruzione dei movimenti dei due malviventi e nella ricerca di eventuali immagini utili. Un episodio che riaccende l’allarme sulle truffe agli anziani, sempre più spesso messe a segno facendo leva sulla paura, sull’urgenza e sulla falsa autorità di chi si presenta come rappresentante delle istituzioni.