Le indagini
Caso di Castel Castagna, il 22enne avrebbe già parlato con i carabinieri
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

ROSETO. Cambia il quadro giudiziario nell’inchiesta che lo scorso 11 marzo 2026 aveva portato all’arresto di quattro tifosi ultras legati al Roseto Basket, accusati, secondo l’ipotesi della Procura, di aver preso parte a una serie di episodi di violenza, aggressioni e raid con una presunta matrice razzista.
Nei giorni scorsi il giudice ha disposto una riduzione delle misure cautelari nei confronti degli indagati, ritenendo attenuate le esigenze che avevano portato all’applicazione dei provvedimenti restrittivi nella fase iniziale dell’inchiesta. La modifica più significativa riguarda l’indagato che si trovava in carcere: per lui la misura più afflittiva è stata sostituita con l’obbligo di firma, consentendogli quindi di lasciare l’istituto penitenziario.
Anche per gli altri coinvolti sono arrivati provvedimenti meno restrittivi. Chi era sottoposto agli arresti domiciliari è passato a una misura più lieve, mentre per chi era già destinatario dell’obbligo di firma è arrivata la revoca della misura, tornando quindi completamente libero, pur restando indagato nell’ambito del procedimento penale. Le decisioni riguardano esclusivamente la fase cautelare e non rappresentano una valutazione definitiva sulle accuse contestate. La vicenda giudiziaria proseguirà ora nelle successive fasi processuali, dove saranno valutate le responsabilità individuali.
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Teramo
L’indagine è stata coordinata dal pubblico ministero Enrica Medori della Procura della Repubblica di Teramo, che ha seguito l’attività investigativa culminata nel blitz dell’11 marzo scorso, condotto dai Carabinieri del Comando provinciale di Teramo.
L’operazione aveva portato all’esecuzione di quattro misure cautelari, mentre il numero complessivo degli indagati era arrivato a 17 persone. Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo avrebbe dato vita a una serie di azioni violente, con episodi contestati che avrebbero riguardato aggressioni, lanci di pietre e altri oggetti, oltre a presunti attacchi nei confronti delle forze dell’ordine.
Tra gli episodi al centro dell’indagine anche quelli successivi alla partita di basket Roseto-Pesaro, quando si sarebbero verificati momenti di tensione con il coinvolgimento di alcuni ultras e il lancio di oggetti contro mezzi dei Carabinieri. Le contestazioni mosse dalla Procura, a vario titolo, comprendono ipotesi di reato come istigazione all’odio razziale, violenza, lesioni, porto di oggetti atti ad offendere e altri reati collegati ai singoli episodi contestati.
L’inchiesta aveva acceso un forte dibattito in città, soprattutto per la natura delle accuse e per l’ipotesi investigativa di un gruppo organizzato con una precisa connotazione ideologica.
Ora, con l’alleggerimento delle misure cautelari, il procedimento entra in una nuova fase: gli indagati restano coinvolti nell’inchiesta, ma saranno le prossime tappe giudiziarie a stabilire eventuali responsabilità, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza previsto dalla Costituzione.