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di Giancarlo Falconi

MARTINSICURO. È stato un violentissimo trauma toracico, che ha provocato la rottura delle arterie e delle vene, a causare la morte di Aladin Hamida, il 29enne di Martinsicuro deceduto in seguito a un incidente stradale avvenuto sabato mattina lungo la Statale 16.
Questo è quanto emerso dall'autopsia eseguita dall'anatomo patologo Davide Girolami. Nella mattinata di oggi il pubblico ministero titolare del fascicolo, Laura Colica, ha firmato l'autorizzazione per la restituzione della salma ai familiari. Il feretro partirà il 31 luglio alla volta della Tunisia, dove Aladin riceverà l'ultimo saluto e dove ad attenderlo ci sarà la madre Karima, già nel Paese nordafricano per organizzare il matrimonio della figlia Yasmine, previsto per i primi di agosto e trasformato, nel giro di poche ore, in un immenso dolore.
L'intera comunità di Martinsicuro continua a stringersi attorno alla famiglia Hamida. Il giovane era molto conosciuto e stimato. Nato a San Benedetto del Tronto da genitori di origine tunisina, era cresciuto a Martinsicuro, dove aveva frequentato le scuole e coltivato la passione per il calcio nelle giovanili della squadra cittadina.
Dopo gli studi aveva lavorato prima in un'officina meccanica e successivamente in un'azienda del settore del carbonio nella zona della Bonifica del Tronto, dove lavorava anche il padre Kaled. In tanti lo ricordano come un ragazzo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, soprattutto quando si trattava di mettere a disposizione le proprie competenze da meccanico.
Il tragico incidente si è verificato poco dopo le 8 di sabato mattina. Aladin era in sella alla sua moto quando si è scontrato con un furgone che si stava immettendo sulla Statale 16. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo.
Il sindaco di Martinsicuro aveva espresso fin da subito la vicinanza dell'amministrazione comunale alla famiglia, mentre amici, conoscenti e vicini di casa continuano a ricordare il 29enne con affetto e incredulità per una vita spezzata troppo presto.