L'incidente
Scontro sulla SS80 a Bellante, coinvolte due auto e una moto: due feriti
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

TERAMO. Stava semplicemente aspettando il marito per andare a pranzo, insieme alla figlia, lungo corso De Michetti, il “corso vecchio” di Teramo. Una normale attesa che, secondo il racconto di una donna teramana, si sarebbe trasformata improvvisamente in un momento di paura e tensione.
La signora racconta di essere stata minacciata da un uomo apparentemente sulla quarantina che avrebbe avuto una bottiglia in mano e un secondo oggetto, agitato ripetutamente come se fosse una frusta.
L’uomo avrebbe cominciato a urlare, rivolgendo poi alla donna frasi minacciose e arrivando, sempre secondo la testimonianza, a prospettare di colpirla proprio con quell’oggetto.
A quel punto la donna avrebbe reagito con fermezza, rispondendo senza indietreggiare. Una reazione risoluta che avrebbe sorpreso l’uomo, convincendolo infine ad allontanarsi e a proseguire lungo il corso.
Ma a lasciare amarezza, oltre alla paura vissuta in quei minuti, sarebbe stato soprattutto un altro particolare raccontato dalla protagonista: nessuno dei passanti presenti si sarebbe fermato per chiedere cosa stesse accadendo o per prestare aiuto alla donna e alla figlia.
Un episodio che, se confermato nella sua dinamica, riporta ancora una volta l’attenzione sulla percezione di sicurezza nel centro di Teramo, ma anche sull’indifferenza che talvolta accompagna situazioni di evidente difficoltà.
Per la donna resta soprattutto il ricordo di quei minuti e una domanda amara: cosa sarebbe accaduto se non avesse avuto la forza di reagire e se quella minaccia si fosse trasformata in qualcosa di più grave?