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L'operazione

Vomano, blitz della Finanza sul demanio: sequestrati 25mila metri quadrati

Nel mirino due aziende che avrebbero occupato senza concessione aree fluviali utilizzate per materiali da costruzione

Le due aree (foto delle Fiamme gialle)
Le due aree (foto delle Fiamme gialle)
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. I controlli dall’alto hanno acceso i riflettori su due vaste porzioni di territorio lungo il fiume Vomano. Da lì è partita un’attività investigativa che ha portato la Guardia di Finanza al sequestro preventivo di circa 25mila metri quadrati di aree appartenenti al demanio idrico.

L’operazione è stata condotta dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Pescara nell’ambito delle attività di monitoraggio dei bacini idrici del Teramano.

Determinante sarebbe stato l’impiego degli aeromobili delle Fiamme Gialle, dotati di sofisticati sistemi di telerilevamento in grado di acquisire dati estremamente dettagliati sulle caratteristiche del terreno e sull’utilizzo delle aree demaniali. I finanzieri della stazione navale hanno poi confrontato quanto emerso dai sorvoli con le informazioni provenienti dai sistemi di foto-rilevamento e dalla cartografia catastale.

Gli accertamenti avrebbero così consentito di individuare due aziende situate lungo il Vomano che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero occupato senza la necessaria concessione altrettante aree demaniali, utilizzandole per depositare materiali da costruzione. L’Autorità giudiziaria di Teramo, che ha coordinato le indagini, ha disposto il sequestro preventivo delle superfici interessate.

Si tratta inoltre di aree sottoposte a particolare tutela: rientrano infatti nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e sono interessate da vincoli di carattere paesistico e ambientale. L’attività della Guardia di Finanza potrebbe avere anche rilevanti conseguenze economiche. Nel caso in cui le ipotesi contestate trovassero conferma definitiva, la Regione Abruzzo potrebbe recuperare circa 100mila euro di canoni non versati.

L’operazione si inserisce nella più ampia attività delle Fiamme Gialle finalizzata alla tutela del patrimonio pubblico, delle entrate dello Stato e degli enti territoriali, con controlli estesi anche alle aree demaniali marittime, fluviali e lacuali.

Resta ora da chiarire, attraverso il prosieguo delle indagini, l’esatta portata delle presunte occupazioni e le eventuali responsabilità. Il procedimento è ancora nella fase preliminare e ogni responsabilità potrà essere considerata definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.