Furto
Beccati a scassinare le portiere delle auto, due denunce dei carabinieri nel pescarese
di Paolo Renzetti

LANCIANO. Un cinquantenne di Lanciano è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Pescara, a seguito di un trauma cranico commotivo. L’episodio si è verificato nella notte di sabato 8 agosto sul lungomare di Fossacesia, quando l'uomo è intervenuto per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi.
Il ricovero
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il cinquantenne frentano sarebbe stato colpito da un pugno alla mandibola sferrato da un diciannovenne. Nella caduta a terra conseguente al colpo, l'uomo avrebbe battuto violentemente la testa. Vista la gravità delle lesioni riportate, si è reso necessario il trasferimento d'urgenza nel nosocomio pescarese, dove i medici mantengono la prognosi riservata nel reparto specializzato.
Le indagini
Sulla vicenda sono attualmente in corso accertamenti approfonditi da parte delle forze dell'ordine e della magistratura. Gli inquirenti stanno vagliando le testimonianze e ricostruendo ogni singolo momento della colluttazione avvenuta sul lungomare di Fossacesia per accertare le responsabilità penali dei soggetti coinvolti nella rissa notturna.
La comunità
Sulla vicenda è intervenuto il primo cittadino di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, che ha espresso la vicinanza della municipalità alla famiglia colpita. “Oggi è soprattutto il momento del silenzio, della vicinanza e della preghiera per chi sta soffrendo – ha sottolineato il sindaco –. Fossacesia deve stringersi attorno a questa famiglia e, con equilibrio e senso di responsabilità, affrontare anche questa vicenda, nella consapevolezza che la violenza non può mai essere considerata normale e che la tutela dei nostri giovani e della società è una responsabilità di tutti”.
Il primo cittadino ha poi ampliato la riflessione sui temi della sicurezza e della prevenzione sociale, evidenziando come le forze dell'ordine e la legalità debbano essere affiancate da un impegno corale. “Fondamentale, ma accanto al controllo e alla legalità servono prevenzione, educazione, ascolto e presenza. Famiglie, scuola, Comune e tutte le istituzioni, associazioni, parrocchie e mondo dello sport devono sentirsi parte di una stessa comunità educante”.
L'intervento si è concluso con un monito sull'importanza di intercettare il disagio giovanile prima che degeneri in episodi critici: “Come ho già detto in altre occasioni, non possiamo occuparci dei giovani soltanto quando accade qualcosa di grave – ha ribadito il sindaco –. Dobbiamo esserci prima, nei luoghi che frequentano, ascoltandoli e offrendo loro opportunità, responsabilità e punti di riferimento”.