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Il progetto

Villa Pavone ritrova la sua scuola: completata la nuova “Stazione di posta” - Video

Un edificio rimasto a lungo inutilizzato torna a vivere come spazio sociale e di comunità. Annunciato nel giugno 2025, vale oltre un milione di euro

La struttura
La struttura
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Dove per anni c’erano stanze vuote e una scuola ormai inutilizzata, oggi c’è una struttura pronta a tornare al servizio del quartiere. A Villa Pavone si è concluso il percorso di riqualificazione dell’ex edificio scolastico destinato a ospitare la nuova “Stazione di posta”, uno degli interventi più significativi sul fronte sociale finanziati nell’ambito del Pnrr.

Nel giugno del 2025 l’avvio del cantiere e un investimento complessivo di 1.090.000 euro. Il progetto prevedeva il recupero completo dell’immobile e la sua trasformazione in un centro capace di mettere insieme servizi sociali, attività per i cittadini e spazi destinati alle associazioni. All’interno sono previsti un internet point, una ludoteca, locali per il mondo associativo e una serie di servizi rivolti soprattutto alle persone che attraversano situazioni di fragilità economica e sociale.

La struttura dovrà infatti garantire accoglienza, ascolto, accompagnamento verso percorsi di autonomia, presenza di educatori e assistenti sociali, mediazione culturale, consulenza, distribuzione della posta per chi ha la residenza presso l’indirizzo comunale e un servizio mensa.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità. Nell’area esterna il progetto comprende percorsi tattili per facilitare l’orientamento delle persone con disabilità e una nuova recinzione.

L’appalto integrato era stato affidato alla Lacogeit s.r.l. e il cronoprogramma iniziale prevedeva la conclusione dell’intervento nei primi mesi del 2026.

Al momento dell’apertura del cantiere, l’assessore al Sociale Stefania Di Padova aveva evidenziato come l’obiettivo fosse duplice: sostenere concretamente le persone più fragili e contemporaneamente restituire alla comunità un edificio storico rimasto troppo a lungo senza una funzione.

Il sindaco Gianguido D’Alberto aveva invece inserito il recupero dell’ex scuola nel percorso di rigenerazione urbana e sociale avviato dal Comune attraverso i fondi Pnrr, sottolineando il valore dell’immobile come presidio pubblico per Villa Pavone e per l’intera città.

Attorno al progetto non erano mancate discussioni e perplessità. Una parte dei residenti aveva espresso timori sulla futura destinazione della struttura, mentre l’Amministrazione aveva ribadito che l’obiettivo era ampliare i servizi già presenti sul territorio e creare uno spazio aperto anche alla vita del quartiere.

Ora il cantiere lascia spazio alla fase più importante: quella dell’utilizzo concreto. Una scuola chiusa torna ad avere porte, stanze e spazi destinati alle persone. Non basta inaugurare un edificio per costruire comunità, ma recuperare ciò che era abbandonato è sicuramente il primo passo.

Villa Pavone si riprende un pezzo della propria storia. Ed è da interventi come questo che una città può ricominciare a riconoscersi.