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Il caso

Codice Rosso a Bellante, donna e tre figli trasferiti in località segreta

Accuse pesanti contro un 60enne: l'intervento dei carabinieri

(foto archivio)
(foto archivio)
di Tito Di Persio
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BELLANTE. Una donna di 36 anni e i suoi tre figli, tra cui una bambina di appena sei anni, sono stati trasferiti in una località segreta nell’ambito di un intervento attivato con il Codice Rosso. Una misura di protezione scattata a seguito di una nuova denuncia per una situazione familiare che, secondo quanto riferito dal legale della donna, sarebbe andata avanti per diverso tempo.

Al centro della vicenda c'è un sessantenne italiano, nei cui confronti sono state formulate accuse particolarmente gravi: si parla di presunti maltrattamenti nei confronti della donna e dei figli, molestie e presunti abusi sessuali ai danni della bambina di sei anni. Si tratta, è bene precisarlo, di accuse che dovranno essere attentamente verificate dagli inquirenti e sulle quali sono in corso gli accertamenti. La donna ha altri due figli adolescenti, minori, nati da un precedente matrimonio, oltre alla bambina di sei anni avuta dall'uomo al centro della vicenda.

A ricostruire alcuni passaggi della storia è l'avvocato Lilli Menna, che assiste la donna. «La donna aveva presentato una prima denuncia lo scorso anno e poi ritirata per paura. Il 16 luglio di quest'anno, siccome i maltrattamenti continuavano, ha presentato una nuova denuncia».

La situazione ha quindi fatto scattare l'intervento nell'ambito del Codice Rosso, con l'obiettivo di mettere in sicurezza la donna e i suoi figli. Questa mattina, 11 agosto, sono intervenuti i carabinieri di Bellante, insieme all'assistente del servizio sociale del Comune di Bellante e ad Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso. «Purtroppo la donna viveva ancora con il suo presunto violento», ha spiegato Di Rocco, sottolineando la delicatezza della situazione e la necessità di intervenire per garantire alla famiglia un luogo sicuro.

La donna e i tre figli sono stati quindi accompagnati in una località protetta e segreta, la cui ubicazione non è stata resa nota per ragioni di sicurezza. Secondo quanto emerso, l'uomo avrebbe dovuto rimanere lontano dall'abitazione proprio per evitare ulteriori contatti con la donna e i minori. Resta da chiarire, però, come sia riuscito a venire a conoscenza della situazione e a sapere elementi relativi all'intervento di protezione.

Ora la vicenda è destinata a essere esaminata dalla Procura della Repubblica di Teramo e dalla Procura per i minorenni, che dovranno coordinare i successivi accertamenti. Saranno gli investigatori e la magistratura a verificare la fondatezza delle accuse e a ricostruire quanto sarebbe accaduto all'interno del nucleo familiare. Per la presenza di una bambina di sei anni e per la delicatezza delle contestazioni, ulteriori dettagli della vicenda rimangono coperti dal segreto istruttorio. La priorità, in questa fase, è garantire la sicurezza della donna e dei tre figli.