Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

ROSETO. Anche l'UDC entra nel dibattito politico sulla candidatura a sindaco di Vanessa Quaranta, usando un'immagine tratta dalla tradizione popolare siciliana per descrivere quanto accaduto nel centrodestra rosetano: «Tra Fratelli d'Italia e SiAmo Roseto si è consumata una sorta di "fuitina politica"». «La fuitina, come sappiamo, aveva una caratteristica: prima si compiva il fatto e poi si mettevano le famiglie davanti alla situazione ormai determinata», si legge nella nota. Il partito precisa comunque di rispettare la scelta compiuta da Fratelli d'Italia, SiAmo Roseto e dalle altre liste: «Ciascuna forza politica è libera di scegliere il proprio candidato, i propri alleati e il proprio percorso».
Ma proprio per questo, sottolinea l'UDC, altrettanto legittima deve essere la posizione di chi quella candidatura non l'ha mai condivisa: «UDC, Lega e Forza Italia non possono essere messi davanti al fatto compiuto per poi sentirsi spiegare che la porta sarebbe comunque rimasta aperta. Perché una porta può certamente restare aperta. Ma se per mesi si chiude ogni volta che qualcuno propone una soluzione diversa da quella già individuata, diventa difficile aspettarsi che, una volta celebrata la "fuitina", gli altri arrivino ordinatamente a bussare».
Il partito precisa di non voler alimentare polemiche personali: «Tutte le persone i cui nomi sono stati proposti in questi mesi sono degne di rispetto e pienamente legittimate a candidarsi. Il problema non è mai stato stabilire chi avesse il diritto di candidarsi. Il problema era trovare insieme la soluzione maggiormente condivisa. Quando su cinque partiti del centrodestra di Governo tre non sono d'accordo forse si sarebbero dovuti tentare ulteriori approfondimenti».
Da molti mesi, ricorda l'UDC, il partito sostiene che il percorso dovesse essere esattamente inverso: prima Roseto, poi il programma, infine il candidato. Invece si è assistito troppo a lungo a un tira e molla sui nomi, con discussioni che rischiano di diventare incomprensibili per il cittadino, più interessato a sapere chi e come intende affrontare i problemi che incontra ogni giorno.
Per questo l'UDC annuncia di aver scelto un'altra strada, lavorando a un elenco concreto delle questioni che interessano Roseto e le sue frazioni: viabilità, parcheggi, manutenzione, sicurezza, commercio, turismo, servizi, giovani, anziani, famiglie, attività produttive, sviluppo urbanistico, decoro e qualità della vita. «Questa sarà la nostra bussola», scrive il partito, precisando di non essere interessato a una competizione su chi sia «più di destra, più di centro o più di sinistra», né a eventuali coalizioni di «centro spaziale».
L'UDC ribadisce di non partire oggi dal nome di un candidato sindaco e di non considerare impossibile nessuna collocazione: «Esamineremo i programmi, ascolteremo le proposte e valuteremo i candidati che saranno realmente in campo», guardando a «capacità amministrativa, esperienza politica, affidabilità e disponibilità ad assumere impegni precisi sui problemi della città». Solo dopo, il partito valuterà liberamente se sostenere una candidatura.
A Fratelli d'Italia e agli alleati che hanno già compiuto la loro scelta, l'UDC dice «con serenità: rispettiamo la vostra decisione e chiediamo lo stesso rispetto per la nostra. Nessuno deve sentirsi tradito perché altri non accettano un fatto compiuto. E nessuno può pretendere l'unità dopo avere deciso autonomamente quale debba essere il punto di arrivo». Per il partito, «l'unità resta un valore importante, ma si costruisce insieme: non si annuncia in conferenza stampa e non si chiede agli altri di ratificarla dopo».