Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Dopo la disperata testimonianza di Marilena, raccolta nella notte in cui ha perso la sua amata Lilly, una cagnetta di 14 anni morta senza aver ricevuto assistenza dall’Ospedale Veterinario dell’Università di Teramo, sui social si è aperto un vero e proprio vaso di Pandora. Decine di racconti simili hanno iniziato a emergere, tracciando un quadro allarmante.
«Ho chiamato e mi hanno detto che era chiuso»
«Ci sono capitato anche io con il mio cucciolo – scrive un cittadino – che una sera, durante la passeggiata, ha ingoiato qualcosa di non commestibile. Ho chiamato il numero di cellulare della clinica veterinaria dell’Università di Teramo e mi hanno risposto dicendo che era chiuso. Solo grazie a un’amica ho contattato la clinica James Herriot di Roseto, dove lo hanno soccorso immediatamente. Purtroppo a Teramo non abbiamo un pronto intervento vero e proprio».
«È successo anche a me»: altri casi e accuse
Un altro racconto segue lo stesso copione: «È successo anche a me per un gatto. All’università dovevano chiudere per la disinfestazione. Poi ho trovato il dottor Misantone, bravissimo, insieme al figlio, persone umane». Ma la denuncia non si ferma qui: «Non è la prima volta che succede e da quando è successo a me nessuno ha cambiato la situazione. Uno schifo. Poveri animali, farli soffrire come se non contassero nulla, un’ingiustizia pazzesca».
Clinica chiusa anche il 26 dicembre
C’è chi racconta che «la mattina del 26 dicembre la mia cagnolina stava malissimo e ho trovato anche io la clinica veterinaria chiusa». E c’è chi arriva a una conclusione amara: «Mi riesce difficile considerare pet friendly quella struttura, mi sa più di uno “sperimentificio”».
Le corse disperate verso Pescara
Nel frattempo, continuano ad arrivare telefonate che raccontano la corsa disperata verso l’ospedale veterinario di Teramo: la porta chiusa, le chiamate senza risposta e infine la decisione obbligata di prendere l’autostrada e raggiungere l’Ospedale Veterinario H24 Abruzzo di Pescara, sempre aperto. In uno di questi casi, dopo due giorni di ricovero, l’amica a quattro zampe oggi sta bene.
La nuova denuncia di Marilena
Marilena, però, torna a parlare e le sue parole pesano come macigni: «Sì, sono stati spesi tantissimi soldi per questa struttura e poi non funziona come dovrebbe. Il numero del centralino dice “siamo chiusi dal 18 dicembre al 12 gennaio”, come se chiudessimo l'ospedale Mazzini per tutto questo tempo. Il numero di emergenza H24, che dovrebbe rispondere, era muto: non ha risposto nessuno. La mia Lilly ha sofferto troppo, un’agonia durata tutta la notte: urla di dolore, respiro affannato e crisi epilettiche per colpa di un “meccanismo” che non funziona, per colpa di chi gestisce e non sa gestire… o forse per menefreghismo, o forse perché sono animali, tanto? Gli animali sono molto meglio delle persone. La mia Lilly non la riavrò mai, posso portarla solo nel cuore e sentirmi in colpa per quanto ha sofferto tutta la notte. Purtroppo avevo le mani legate, ma lei sa che sono rimasta al suo fianco senza allontanarmi un secondo, fino al suo ultimo respiro».
La domanda che resta
Ora resta una domanda sospesa, mentre cresce l’indignazione: cosa sta succedendo davvero all’Ospedale Veterinario dell’Università di Teramo? Siamo in attesa della replica di Uni.Te.