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Lieto fine

Montorio, il giovane scomparso ritrovato a Pescara: la notte lunga di un paese che non ha smesso di cercarlo

Aveva lasciato casa senza dire nulla e senza farsi più sentire, tanto che il fratello ha dovuto presentare denuncia ai carabinieri.

Abdullà Canaj
Abdullà Canaj
di Tito Di Persio
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MONTORIO AL VOMANO. Dopo oltre 24 ore di ricerche, a Montorio al Vomano è finita bene. Un ragazzo di 24 anni, scomparso mercoledì pomeriggio, Abdullà Canaj, è stato ritrovato a Pescara nella tarda serata di ieri, 5 novembre, intorno alle 23.

Aveva lasciato casa senza dire nulla e senza farsi più sentire, tanto che il fratello ha dovuto presentare denuncia ai carabinieri. Da lì è partita la macchina delle ricerche, coordinata dalla prefettura di Teramo secondo i protocolli previsti per le persone scomparse.

Per tutta la giornata di ieri vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari della protezione civile hanno setacciato il lungofiume e le zone periferiche del paese, dove il giovane amava fare lunghe passeggiate da solo. Senza risultato. A cambiare le cose sono stati i carabinieri del comando provinciale, che hanno subito controllato il telefono del ragazzo: nel pomeriggio di ieri il segnale è stato localizzato nella zona di Pescara. Un dato in linea con alcune segnalazioni arrivate nelle ore precedenti, una delle quali lo collocava intorno alle 16 di mercoledì in largo Rosciano, nel piazzale degli autobus. Da qui avrebbe preso un mezzo pubblico per Teramo, dove sarebbe stato visto una seconda volta, e poi per Pescara.

Nel capoluogo le ricerche si sono intensificate fino al ritrovamento.

Secondo quanto emerso, si sarebbe trattato di un allontanamento volontario. Le forze dell’ordine hanno avvertito la famiglia, che in questi giorni aveva trovato accanto a sé tutta la comunità di Montorio al Vomano, compresa quella kosovara.

Il sindaco Fabio Altitonante aveva lanciato un appello con i dati utili per riconoscere il giovane: «Chiunque abbia informazioni utili o possa averlo visto è invitato a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 o le forze dell’ordine. Il Comune è vicino alla famiglia in queste ore di grande apprensione e invita tutta la comunità a collaborare». Per spostarsi, il ragazzo ha usato solo mezzi pubblici: non ha né auto né patente.