Calcio: Serie D
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di Jacopo Forcella

TERAMO. Un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione, con una ramificata attività tra diverse province italiane, è stata smantellata al termine di un’indagine durata dieci mesi. Nove persone sono finite in arresto, sei italiane e tre cinesi, mentre altre cinque risultano indagate.
L’inchiesta, coordinata dalla Questura di Forlì-Cesena, coinvolge anche la provincia di Teramo, dove è stata impegnata la Squadra Mobile nell’ambito di un’operazione che ha interessato più territori.
Al centro dell’indagine un presunto sistema di sfruttamento che coinvolgeva numerose donne cinesi, di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Le ragazze sarebbero state costrette a esercitare la prostituzione all’interno di sette appartamenti, distribuiti tra Forlì, Faenza, Cesena e Ferrara. In particolare, tre abitazioni si trovavano a Forlì, due a Faenza, una a Cesena e una a Ferrara
Secondo la ricostruzione degli investigatori, le donne erano sottoposte a un controllo costante da parte dell’organizzazione criminale, che avrebbe gestito direttamente gli appuntamenti, la sorveglianza degli immobili e la riscossione dei compensi. Una parte delle ragazze sarebbe stata inoltre in condizioni di irregolarità rispetto alla permanenza sul territorio nazionale. Il volume dell’attività sarebbe stato particolarmente significativo. Ogni appartamento avrebbe registrato una media di circa 25 clienti al giorno, raggiunti attraverso annunci pubblicati online.
Le prestazioni venivano offerte a prezzi compresi tra 50 e 100 euro, con un giro d’affari stimato in decine di migliaia di euro a settimana.A dirigere il presunto sistema sarebbe stata una donna cinese residente a Forlì, affiancata da altre figure incaricate di coordinare le singole abitazioni. I proventi dell’attività sarebbero stati successivamente trasferiti in Cina attraverso un sistema di movimentazione finanziaria internazionale. Per il riciclaggio delle somme sarebbe stata coinvolta un’altra donna cinese, con l’assistenza di un broker residente a Bologna, che avrebbe percepito una commissione del 2% sulle transazioni.
L’operazione ha portato al sequestro di circa 130mila euro e al blocco di conti correnti per oltre 100mila euro. Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre rinvenuti circa 30mila euro in contanti. Le persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e riciclaggio. Le indagini erano scattate nel settembre 2025, dopo alcune segnalazioni di cittadini che avevano riferito di movimenti sospetti all’interno di diverse abitazioni.
a quel momento gli investigatori hanno avviato un’attività articolata, durata dieci mesi, che ha consentito di ricostruire la struttura dell’organizzazione e le modalità operative del presunto sodalizio.Determinante la collaborazione tra le Squadre Mobili di Forlì-Cesena, Teramo, Modena, Ravenna, Salerno e Bologna, oltre ai commissariati di Faenza e Lugo. Un’operazione che, oltre a colpire un presunto sistema di sfruttamento e riciclaggio, evidenzia la dimensione interprovinciale dell’attività criminale e il coinvolgimento anche del territorio teramano nelle indagini.