Il progetto
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di Andrea Rapino

CHIETI. Umberto Benedetto, direttore del dipartimento cuore e della cardiochirurgia della Asl lanciano Vasto-Chieti, presenterà domani 7 novembre a Roma, a margine della tre giorni del congresso della società di cardiochirurgia, il programma robotico sul nuovo bypass coronarico senza l’apertura del torace, una nuova tecnologia utilizzata dalla cardiochirurgia del presidio Santissima Annunziata di Chieti.
Il programma robotico consente di prelevare l'arteria mammaria interna che serve per realizzare il bypass senza incidere lo sterno che rimane integro. Un vantaggio significativo, soprattutto per i pazienti con un rischio operatorio più elevato, come le persone anziane o con obesità. I volumi di attività confermano il ruolo di primo piano del centro teatino: quest'anno sono stati eseguiti 67 interventi, che portano a 133 il totale delle operazioni realizzate con questa tecnica dall'avvio del programma. Numeri che pongono Chieti tra i centri italiani con la maggiore casistica.
«Il robot rappresenta una vera svolta, non soltanto per la tecnica chirurgica, ma anche per il decorso postoperatorio – spiega Benedetto –. Il paziente viene estubato già in sala operatoria, prima ancora di uscirne, e spesso può tornare direttamente in reparto, senza trascorrere la notte in terapia intensiva. Al congresso presenterò anche il caso di un paziente obeso e diabetico, che in precedenza non aveva trovato disponibilità all'intervento proprio per i fattori di rischio associati e che aveva dovuto ricorrere più volte all'impianto di stent. Lo abbiamo operato con il robot: oggi sta bene e il suo problema è stato risolto».
L’esperienza di Chieti sarà illustrata sabato 7 novembre, nella sessione “New technologies”, con una relazione dal titolo “Robot-Assisted Coronary Surgery in Italy: Current Indications, Patient Selection, and Mid-Term Outcomes”.
Benedetto approfondirà le indicazioni della tecnica, i criteri di selezione dei pazienti e i risultati a medio termine. Tra i dati presentati, che saranno portati anche al Forum Risk Management di Arezzo a fine novembre, un elemento particolarmente significativo: la sopravvivenza registrata nei pazienti operati è del 100 per cento.