Tracciabilità
Martinsicuro, oltre due tonnellate e mezzo di vongole senza documenti
di Tito Di Persio

ROSETO. Un altro no, il terzo in pochi giorni, per la ricandidatura del sindaco Mario Nugnes. Dopo il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle, che non intendono presentarsi alle comunali del 2027 senza il proprio simbolo, ora si sfila anche una parte del centrodestra: Lega, Forza Italia e Udc vanno verso un patto a tre e annunciano un candidato sindaco in proprio. Sfuma così l'accordo con la maggioranza, ipotizzato nei giorni scorsi.
A confermarlo è il commissario cittadino della Lega, Anthony Romani, che parla anche a nome dei rappresentanti di Forza Italia e Udc, Maristella Urbini e Dante D'Elpidio. «Siamo noi il vero centrodestra», dice Romani, «ed è doveroso proseguire con un percorso netto e chiaro, per noi e per i cittadini. Nei prossimi giorni annunceremo il nostro candidato sindaco. Escludo, per ora, un accordo con Nugnes». Sul nome non ci sono ancora indicazioni, e al momento è difficile ipotizzare chi possa essere il papabile.
La scelta dei tre partiti arriva dopo la mancata condivisione della candidatura di Vanessa Quaranta, che ha già il sostegno di Fratelli d'Italia, Noi Moderati e dei gruppi civici Siamo Roseto, Forza Roseto, Per Vanessa sindaco e Nuova Meta. La frattura nel centrodestra non nasce però oggi. Lo dimostra la rinuncia di William Di Marco, di «Identità culturale rosetana», candidato del centrodestra unito nella scorsa tornata elettorale, che alcune settimane fa ha annunciato di non voler correre alle prossime comunali proprio a causa della rottura della coalizione. Fratelli d'Italia, dal canto suo, fa sapere di restare aperta a eventuali confronti ma di voler andare avanti con Quaranta, lavorando a programma e liste. Resta in sospeso la posizione di Alessandro Recchiuti, l'altro nome candidabile: con il suo gruppo «Progetto Roseto» dovrebbe annunciare l'accordo con la maggioranza, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto.
Il quadro che si delinea è sempre più frammentato. Nugnes, Quaranta, il candidato di Lega, Forza Italia e Udc e una possibile terza coalizione di centrosinistra: con tanti candidati in campo si fa più concreta l'ipotesi del ballottaggio, previsto nei comuni sopra i 15mila abitanti quando nessuno supera il 50% dei voti al primo turno. È proprio il secondo turno che il progetto di un grande contenitore attorno al sindaco uscente avrebbe voluto evitare. Il quadro dovrebbe chiarirsi nelle prossime settimane, con l'annuncio dei candidati e delle liste.