La replica
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di Tito Di Persio

TERAMO. Angelo Cordone è un manager. Angelo Cordone è uno dei migliori manager della sanità mondiale. Angelo Cordone dal 2021 è il Direttore Generale dell’Istituto “Besta” di Milano che da ieri, come certificato dal WORLD’S BEST SPECIALIZED HOSPITALS, è l’ottava struttura neurologica al mondo per qualità delle cure e capacità professionali. Angelo Cordone è, soprattutto, orgogliosamente abruzzese.
Nato a Pineto 72 anni fa, spostatosi poi a Teramo dove è stato anche consigliere comunale e attualmente residente a Giulianova, vive la sua “abruzzesità” con vero e profondo orgoglio.
È stato Direttore Generale della ASL di Pescara dove, però, non gli è stato permesso di poter esprimere tutte le sue potenzialità manageriali. Per questo, un bel giorno, ha deciso di andare in Lombardia a fare, anche lì, il Direttore Generale. Prima a Pavia, poi nella ASSD di Melegnano e della Martesana e in seguito ecco arrivare il prestigioso incarico di Direttore Generale in quella che è una delle eccellenze della sanità italiana: L’Istituto “Besta” di Milano. Chi conosce Angelo Cordone sa che persona è.
Lo sanno anche tutti coloro che hanno problemi seri di salute e che si rivolgono a lui per avere un consiglio, un aiuto. Lui non dice mai di no. Fedele alla sua profonda fede di cattolico praticante, fedele al messaggio evangelico la domenica mattina non rinuncia mai alla messa domenicale. Il suo valore professionale è universalmente riconosciuto, ha preso il “Besta” che era già una eccellenza nazionale ed europea e l’ha portato tra quelle mondiali. Sono le capacità di un manager di primissimo livello, qualità questa che a Milano e in tutta la Lombardia gli è stata sempre riconosciuta.
Torna spesso in Abruzzo, a Giulianova, dove vive la sua famiglia. Lì ritrova la sua vita e le sue abitudini: l’appuntamento con gli amici di sempre per la colazione che si trascina fino al pranzo con vista mare, il telefono che squilla di continuo e il saluto delle tante persone a cui ha sempre dato una mano. Una delle qualità che ha Angelo Cordone è quella di saper ascoltare. Lo fa con tutta la disponibilità e l’attenzione che ha.
Lontanissimo dallo stereotipo del manager inavvicinabile e che seleziona i suoi interlocutori. D’altra parte è medico e sa benissimo cosa significhi la sofferenza di chi vive un disagio di salute. Soprattutto quello di natura neurologica che debilita chi ne soffre. In molti si chiedono perché Cordone non torni in Abruzzo, dal momento che la sanità abruzzese ne avrebbe bisogno come il pane. Qualche anno fa fù tentato di presentare la domanda per la direzione generale delle ASL di Teramo e Pescara ma poi, forse ripensando al passato, rinunciò.
A un passo dalla meritata pensione, adesso, sarebbe sciocco lasciare un incarico di prestigio per tornare alle origini. Dopo il pensionamento si vedrà, un ruolo di consulente o altro, per lui, potrebbe sempre esserci ma non è scontato che accetti. A dispetto dei tanti che godono della popolarità, delle prime pagine dei giornali, delle attenzioni delle televisioni, lui lavora, fa, scala le classifiche, porta l’azienda che dirige ai vertici mondiali. Magari le istituzioni abruzzesi si ricorderanno di lui e qualcuno, magari, gli dirà: grazie per quello che hai fatto per questa regione.