La cerimonia
Medaglie d’Onore ai deportati nei lager nazisti: a Teramo la memoria di 36 italiani
di Tito Di Persio

Ci sono risultati che non si misurano soltanto con una posizione in classifica. Perché dietro un terzo, un quarto o un ottavo posto mondiale ci sono persone, diagnosi difficili, notti trascorse nei reparti, anni di ricerca, interventi delicatissimi e famiglie che affidano alla medicina la speranza di cambiare il corso di una malattia.
È anche per questo che la nuova edizione della World’s Best Specialized Hospitals 2027 racconta molto più di una semplice graduatoria internazionale. Racconta una parte della sanità italiana capace di confrontarsi con i migliori centri del mondo nelle specialità più complesse.
La classifica prende in considerazione tredici grandi aree della medicina: cardiologia, cardiochirurgia, oncologia, neurologia, neurochirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, endocrinologia, gastroenterologia, pediatria, nefrologia, pneumologia e urologia.
E tra le eccellenze mondiali l’Italia riesce ancora una volta a lasciare un segno importante.
Il Policlinico Gemelli di Roma raggiunge il terzo posto mondiale in ginecologia. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù conquista la quarta posizione nella pediatria. Poi c’è un ottavo posto che, per il territorio teramano, assume un significato particolare.
È quello della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, ottavo ospedale al mondo nella neurologia e undicesimo nella neurochirurgia.
A guidare una delle realtà scientifiche e assistenziali più prestigiose d’Europa e del mondo è Angelo Cordone, abruzzese, alla direzione di un istituto che rappresenta un punto di riferimento internazionale per lo studio e la cura delle patologie neurologiche più complesse.
Il risultato del Besta parla della provincia di Teramo e dell’Abruzzo. Parla del percorso di un professionista partito da un territorio lontano dai grandi centri della ricerca internazionale e arrivato alla guida di una struttura nella quale ogni giorno si incontrano scienza, tecnologia, organizzazione sanitaria e una straordinaria concentrazione di competenze.
Al Besta arrivano pazienti con malattie rare, patologie neurologiche complesse, storie cliniche spesso lunghe e diagnosi che richiedono il confronto tra specialisti differenti. Neurologi, neurochirurghi, ricercatori, radiologi, genetisti e altre professionalità lavorano insieme, perché la medicina moderna ha sempre meno spazio per l’uomo solo al comando e sempre più bisogno di équipe capaci di condividere conoscenze e responsabilità.
È probabilmente questo uno dei significati più importanti dell’eccellenza sanitaria contemporanea: riuscire a trasformare la ricerca in possibilità concrete di cura.
L’Italia compare ai vertici internazionali anche in numerose altre specialità.
L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna raggiunge il nono posto mondiale in ortopedia. Il Policlinico Gemelli è undicesimo in gastroenterologia. L’Istituto Europeo di Oncologia di Milano si colloca al quattordicesimo posto in oncologia, mentre il Centro Cardiologico Monzino raggiunge la diciassettesima posizione in cardiologia.
Proprio in cardiologia la presenza italiana continua con strutture come San Raffaele, Gemelli, Policlinico San Donato, Niguarda e Sant’Orsola-Malpighi.
Anche nella cardiochirurgia l’Italia può contare su numerosi centri riconosciuti a livello internazionale, tra cui Monzino, San Raffaele, Sant’Orsola-Malpighi, Niguarda, San Camillo Forlanini, Policlinico San Donato, Azienda Ospedale Università di Padova e Sant’Andrea di Roma.
Sul fronte oncologico, insieme all’Istituto Europeo di Oncologia, trovano spazio Gemelli, Istituto Nazionale dei Tumori, Humanitas, Pascale di Napoli, Niguarda, San Raffaele e Istituto Oncologico Veneto.
Nella neurologia è proprio il Besta a rappresentare il punto più alto della presenza italiana, seguito da Gemelli, Niguarda e San Raffaele.