Il lutto
Sant'Omero piange don Luigi Consorti, per quasi cinquant'anni guida della parrocchia dell'Annunziata
di Tito Di Persio

ROSETO DEGLI ABRUZZI. A pochi mesi dalle comunali della primavera 2027, le coalizioni cominciano a prendere forma. Il quadro è ancora in movimento, ma le direzioni si leggono con più chiarezza: la maggioranza del sindaco Mario Nugnes prova ad allargare il perimetro, il centrodestra si frammenta, il campo progressista cerca la sua unità.
Il fronte che ruota attorno a Nugnes è quello che si muove di più. Dopo l'incontro di martedì sera tra Progetto Roseto di Alessandro Recchiuti, Forza Italia con la coordinatrice locale Maristella Urbini, l'Udc con Dante D'Elpidio e la Lega con Anthony Romani e Giuseppe Bellachioma, Recchiuti conferma le convergenze sui programmi con l'amministrazione e fa notare che agli incontri con i cittadini finora organizzati erano presenti solo rappresentanti della maggioranza. «C'è comunione di intenti», dice, «dunque un'intesa è sempre più probabile». Dopo l'annuncio di Roseto Ora, con Giovanni Proti e Marco Angelini, a breve potrebbe arrivare anche quello di Progetto Roseto, e con lui potrebbero confluire Forza Italia e Udc, che non hanno mai nascosto di volerlo candidato sindaco. Ne nascerebbe una larga coalizione con Azione, Spazio Civico, Roseto Ora e Progetto Roseto, senza simboli di partito, come voluto dalla maggioranza.
Chi resta fuori da questo disegno ha già fatto sentire la propria voce. Nei giorni scorsi sono arrivati i no di Pd e Movimento 5 Stelle, che non rinunciano ai simboli, e dei Liberi Progressisti, mentre Lega, Forza Italia e Udc avevano annunciato un patto a tre con un candidato proprio. Ora proprio quel patto sembra incrinarsi. Nella Lega c'è una spaccatura: Romani vuole un centrodestra unito con Forza Italia e Udc e un candidato sindaco proprio, mentre Bellachioma, che oggi non ricopre più ruoli di coordinamento nel partito, ha avuto più contatti con la maggioranza. Il partito potrebbe così finire per accordarsi con Azione e Spazio Civico.
L'unica coalizione già uscita allo scoperto è Insieme per Roseto, con la candidata sindaca Vanessa Quaranta, sostenuta da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e dai civici Siamo Roseto, Forza Roseto, Per Vanessa Sindaco e Nuova Meta. Il mancato accordo su Quaranta ha spaccato il centrodestra, che alle ultime elezioni era invece riuscito a correre unito con William Di Marco, arrivando al ballottaggio con Nugnes. Resta da sciogliere la posizione di Nicola Petrini, capogruppo di Bella Roseto e il più votato alle scorse comunali con 459 preferenze, da sempre vicino a Siamo Roseto e alla consigliera Teresa Ginoble: dovrebbe sostenere anche lui Quaranta, ma è in un «periodo di riflessione». Tutte le posizioni dovrebbero definirsi entro fine ottobre.
A sinistra, intanto, si chiude il capitolo delle primarie. In una nota, il segretario provinciale di Sinistra Italiana Ennio Chiavetta e la coordinatrice di Roseto Donatella Di Cesare spiegano che le primarie «funzionano solo quando sono una scelta condivisa da tutti gli alleati» e che una parte significativa della coalizione non le ritiene oggi lo strumento più adatto, «per ragioni che in parte comprendiamo e rispettiamo». «Ne prendiamo atto con serenità e senso di responsabilità», scrivono, «per noi viene prima di tutto l'unità del campo progressista e il bene di Roseto». Da qui la disponibilità immediata a tornare al tavolo per definire il programma e individuare un candidato unitario. La campagna, ricordano, coinciderà con le elezioni politiche nazionali: per questo il campo progressista deve presentarsi «unito, coerente e riconoscibile», costruendo anche a livello locale un'alternativa alle destre.
Nella foto - Donatella Di Cesare, Sindaco Mario Nugnes e Alessandro Recchiuti
Tre schieramenti, dunque, con un'incognita comune: chi riuscirà a tenere insieme i propri pezzi da qui a fine ottobre.