Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. «Siamo persone perbene e siamo dispiaciuti per quanto accaduto». Da quanto emerge, sarebbero state queste le prime parole dei genitori del giovane grossetano arrestato per l'aggressione al poliziotto di Pescara. «Nostro figlio è un bravo ragazzo», avrebbero aggiunto dopo aver raggiunto Torino.
In base agli accertamenti condotti dalla Polizia, il 22enne di Arcidosso è indagato per concorso in lesioni personali aggravate ai danni di un pubblico ufficiale, per aver preso parte all’aggressione di un agente del Reparto Mobile di Padova, colpito anche mentre si trovava già a terra con un martello. Contestata anche la violenza a pubblico ufficiale, poiché il giovane sarebbe stato immortalato mentre scagliava oggetti contro le forze dell’ordine in diverse circostanze.
Elementi ritenuti determinanti dagli inquirenti sono emersi dall’esame delle immagini video degli scontri, che avrebbero consentito di riconoscere Simionato all’interno del gruppo responsabile delle violenze: ad incastrarlo alcuni dettagli del suo abbigliamento, in particolare dei particolari del suo giubbotto del colore rosso.