Serie C
Pescara, bivio Ostiamare per Buscè in un Adriatico diventato tabù
di Giuliano De Matteis

PESCARA. Nell'ambito del tour nazionale del premio Paolo Borsellino, l'onorevole Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia, è stata questa mattina (15 ottobre) a Pescara. Al Cineteatro Sant'Andrea ha incontrato una nutrita platea di studenti per affrontare insieme a loro il delicato tema della mafia, ormai radicata anche all'interno dei social network.
«La criminalità organizzata lavora in tutta Italia, fuori dall'Italia, con le rotte del narcotraffico – ha detto la Parlamentare -. Il minimo comune denominatore è purtroppo sempre la droga e quindi è il primo allarme da lanciare ai più giovani e giovanissimi. Comprare droga vuol dire finanziare la criminalità organizzata. E poi, un problema prettamente culturale, sui social molto spesso l'esaltazione delle figure criminali passa come messaggio positivo e quindi bisogna mettere in guardia ai ragazzi che tutto quello che luccica con troppa facilità non è mai buono». Un riferimento va ovviamente anche all'Abruzzo, regione che da sempre fa da cuscinetto tra le organizzazioni malavitosi della Puglia e quelle della Campania.
«Infatti non sono nuove in questo territorio presenze di criminalità organizzata che vengono da lì e che iniziano a cercare territori dove espandersi. Una regione ricca, con tanto turismo è ovviamente una regione appetibile, quindi bisogna tenere le antenne alte». Colosimo ha poi esortato i ragazzi ad avere coraggio e a denunciare i comportamenti illeciti, non solo quelli messi in atto dai loro coetanei, ma ogni episodio di cui dovessero essere testimoni. «Mi è capitato in più occasioni di avere delle domande, ad esempio da ragazzi, che mi dicevano perché devo lavorare a nero invece che magari guadagnare di più facendo appunto la sentinella in una piazza di spaccio, perché intanto chi ti offre un lavoro a nero deve essere denunciato, e secondo poi perché la sentinella prima o poi purtroppo finisce in un istituto penale minorile».
Nel 34esimo anniversario della strage di Via d'Amelio, in cui perse la vita Paolo Borsellino, appena 57 giorni dopo la strage di Capaci, chi aveva visto cadere, Giovanni Falcone, l'Onorevole Colosimo ha infine confermato che prima di Natale presenterà una relazione molto corposa sull'argomento: «Come sapete è quasi pronta e verrà presentata a breve. È vero e confermo che tra le concause c'è mafia appalti», chiude la presidente.