Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. È la notizia del giorno in Abruzzo. Il Consiglio di Stato ha accolto solo in parte il ricorso del Comune di Pescara, stabilendo che si tornerà al voto in 23 sezioni, di cui una ospedaliera, sulle 170 del territorio di Pescara. La sentenza riduce a 23 le 27 sezioni che il Tribunale amministrativo regionale indicava tra quelle in cui si registravano irregolarità nello spoglio dei voti delle elezioni amministrative svolte a Pescara nel 2024. Si tornerà alle urne in primavera. "Si vota entro 60 giorni e data utile potrebbe essere 15 e 16 marzo, oppure potrebbe essere allineata alle elezioni amministrative", ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. Sono circa 14mila i cittadini di Pescara richiamati alle urne.
Qualora il voto parziale dovesse modificare il risultato complessivo e non ribadire la vittoria del sindaco Carlo Masci, Pescara sarebbe chiamata a tornare alle urne dopo due settimane per il ballottaggio. Nel frattempo, come stabilito dall’ordinanza del Tar del 25 giugno scorso, l’amministrazione potrà occuparsi esclusivamente della gestione ordinaria e dell’adozione degli atti urgenti e non rinviabili.
La storia di un pasticcio
Le elezioni parziali erano già state disposte dal prefetto di Pescara il 24 e 25 agosto 2025, ma non si erano tenute perché il Consiglio di Stato aveva poi accolto le richieste di sospensiva presentate dal centrodestra e dal centrosinistra, fissando per il 18 dicembre l'udienza di merito. Oggi la sentenza del Consiglio di Stato. Le elezioni amministrative del 2024 erano state vinte dal sindaco di centrodestra Carlo Masci, che aveva evitato il ballottaggio per 500 voti. Il primo ricorso è stato presentato da 2 cittadini vicini al candidato sindaco di centrosinistra, Carlo Costantini, e da una ex consigliera comunale.
Le reazioni delle due parti politiche
"Prendo atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il nostro appello solo in parte", ha detto il sindaco di Pescara, Carlo Masci, sottolineando che "leggendo la sentenza, registriamo che l'appello di Carlo Costantini è stato totalmente rigettato e la sua tesi, sul fatto che si dovesse tornare alle urne in tutte le sezioni della città, è stata categoricamente smentita - ha aggiunto il primo cittadino - La sentenza, inoltre, ha escluso in maniera chiara che si sia verificato il fenomeno della cosiddetta 'scheda ballerina', confermando che le elezioni si sono svolte regolarmente. Il Consiglio di Stato ha considerato errori formali quelli commessi dai presidenti nelle 23 sezioni dove va ripetuto il voto e di questo non posso che essere amareggiato perché questi errori, assolutamente indipendenti dalla mia persona e dalla coalizione che mi sostiene, ci hanno causato un danno, portando all'annullamento parziale delle elezioni con le quali i cittadini mi hanno rieletto al primo turno, staccando il secondo candidato di oltre 10mila voti. Già dal 25 giugno scorso avevo detto che sarebbe stato opportuno tornare alle urne immediatamente e oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, spero che il nuovo voto nelle 23 sezioni avvenga nel più breve tempo possibile, per garantire stabilità al governo della città, per non fermare tutti i progetti in corso e da avviare e per consentire a Pescara di crescere ulteriormente. Nel frattempo, resto in carica per tutte le attività già in essere, continuando ad agire serenamente per il bene della città, come ho sempre fatto, mantenendo ferma la mia visione di Pescara condivisa col centrodestra. I numeri che ci dividono dal candidato del centrosinistra sono chiari e insindacabili e sono certo che i pescaresi non avranno dubbi e saranno ancora una volta al nostro fianco".
Nella sentenza i giudici di Palazzo spada parlano di errori 'non emendabili' e risulterebbe anche 'una scheda in più nell'urna' che costituisce 'vizio grave e sostanziale' oltre a 'dubbi sulla genuinità e affidabilità del risultato elettorale senza che ciò dia evidenza di una regia dolosa'.
"Il sindaco dovrebbe chiedere scusa alla città e ai giudici del Tar", ha dichiarato Carlo Costantini, candidato sindaco nel 2024 , tra i ricorrenti. "Masci e il centrodestra dovrebbero chiedere scusa anche ai magistrati del Tar. Il Consiglio di Stato ha certificato la piena correttezza del processo logico e giuridico che ha portato il Tribunale amministrativo di Pescara all'annullamento delle elezioni e, quindi, Masci e gli esponenti del centrodestra dovrebbero rimangiarsi tutte le accuse che per giorni hanno rivolto agli autori di questa sentenza", ha concluso.