Il raggiro
Chieti, finto incaricato Amazon per le assunzioni truffa oltre venti persone
di Andrea Rapino

CHIETI. L'operazione denominata «Protesi fantasma», condotta con determinazione dalla Guardia di Finanza, è giunta a un punto di svolta con la chiusura delle indagini preliminari. Al centro dell'inchiesta, che ha svelato un articolato sistema di malaffare, si trova la Asl Lanciano Vasto Chieti, individuata come parte lesa a causa di un danno economico di rilevante entità.
Il commento
Il direttore generale dell'azienda sanitaria, Mauro Palmieri, è intervenuto con fermezza sulla vicenda, sottolineando come l'indagine abbia fatto piena luce su condotte illecite che hanno colpito direttamente l'ente. «Siamo parte lesa – ha dichiarato – e va da sé che ci costituiremo in un eventuale giudizio per tutelare i nostri interessi e quelli della collettività».
Il vertice della Asl ha inoltre espresso profonda gratitudine verso le Fiamme gialle per il lavoro svolto a difesa dell'interesse pubblico, ribadendo che la collaborazione con le forze dell'ordine è stata costante e proattiva. Secondo il direttore, il rispetto della legalità deve rappresentare un principio inderogabile, una bussola che orienta ogni scelta amministrativa e operativa quotidiana all'interno dell'azienda.
Procedure disciplinari
Per quanto riguarda la posizione dei dipendenti coinvolti nell'inchiesta, la direzione rimane in attesa di visionare integralmente gli atti ufficiali. Non appena la documentazione sarà disponibile, la Asl provvederà a valutare i profili di responsabilità e ad attivare le necessarie procedure disciplinari, agendo sempre nel rigoroso rispetto delle norme vigenti e dei contratti collettivi di lavoro.