Il caso
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di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

È il giorno cruciale - giovedì 4 dicembre - per Nathan e Catherine: il tribunale per i minorenni de L'Aquila è chiamato a pronunciarsi sul possibile ritorno dei tre figli nella loro famiglia, dopo l’allontanamento disposto lo scorso 20 novembre. I bambini, attualmente ospitati in una struttura protetta, potrebbero presto rientrare con i genitori se i giudici riterranno sufficienti le nuove garanzie presentate.
Nuovi elementi nel fascicolo
Nelle ultime ore il procedimento si è arricchito di relazioni aggiornate da parte dei servizi sociali e della responsabile della struttura che accoglie madre e figli. I documenti delineano un quadro diverso rispetto a quello iniziale:
Catherine vive con i figli nella struttura e li incontra secondo orari stabiliti, mentre Nathan ha due visite settimanali. Non sono state segnalate violazioni. Sul piano abitativo, il padre ha già individuato un immobile idoneo dove trasferirsi in attesa della ristrutturazione della casa nel bosco di Palmoli, superando così uno dei motivi principali dell’allontanamento.
- Qui il riepilogo della vicenda
La linea della difesa
Gli avvocati della coppia hanno sottolineato come la barriera linguistica abbia complicato la comprensione degli atti giudiziari. La richiesta di 50.000 euro prima degli accertamenti medici, interpretata inizialmente come rifiuto delle cure, viene ora spiegata come un maldestro riferimento a pratiche anglosassoni di garanzia. Inoltre, i bambini avevano già ricevuto parte delle vaccinazioni in Italia. Sul fronte scolastico, la difesa ribadisce la legittimità dell’istruzione parentale: una delle figlie ha superato l’esame di idoneità alla Novalis Open School di Brescia e il ministero dell’Istruzione ha confermato la regolarità dell’homeschooling.
Prospettive e appello
L’udienza d’appello fissata per il 16 dicembre rimane formalmente attiva, ma potrebbe essere ritirata qualora giovedì 4 dicembre arrivasse il ricongiungimento. Tutto dipende dalla valutazione del Tribunale: se il nuovo assetto sarà ritenuto adeguato, la famiglia potrà tornare insieme.
La voce della magistratura
In un clima acceso, la presidente del tribunale per i minorenni de L'Aquila, Cecilia Angrisano, ha difeso l’operato dei giudici durante un’assemblea dell’Associazione Nazionale Magistrati. Ha ribadito che le decisioni sono state prese nell’interesse dei minori, cercando un equilibrio tra diritti e doveri, e ricordando che la Convenzione ONU del 1989 garantisce a tutti i bambini il diritto a crescere in un ambiente familiare sereno. Angrisano ha inoltre denunciato la violazione della riservatezza dei minori, esposti mediaticamente oltre i limiti consentiti dalla legge.