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In tribunale

Ortona, arsenale bellico: al via il processo contro l’ex carabiniere Francesco Ciammaglichella

La difesa punta sulla tesi del "recupero per sicurezza" e sulla volontà di creare un museo della memoria. Ammessi i mezzi di prova in Corte d'Assise

(foto d'archivio)
(foto d'archivio)
di Luca Di Renzo
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CHIETI. ​Si è aperta questa mattina, martedì 3 febbraio, in Corte d’Assise a Chieti, la prima udienza del processo con rito immediato a carico di Francesco Ciammaglichella, il cinquantenne di Ortona accusato di detenzione illegale di materiale bellico. L’indagine era scattata dopo il ritrovamento di quello che la procura di Chieti definisce un vero e proprio arsenale, custodito nell’abitazione dell’uomo in Contrada San Marco.

​Tra i reperti sequestrati figurano numerosi ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale, tra cui bombe a frammentazione britanniche, mine anticarro tedesche e mine antiuomo. Una collezione pericolosa che, secondo la tesi difensiva, avrebbe però una genesi legata alla pubblica incolumità. La difesa ha infatti sostenuto che “l'imputato avrebbe recuperato il materiale nel tempo all'interno di un terreno di sua proprietà che degrada verso il mare, con l'obiettivo di proteggere i numerosi turisti che frequentano quel tratto di costa”.

​L’urgenza della bonifica spontanea sarebbe nata anche a seguito di un episodio avvenuto lo scorso luglio, quando un incendio nell’area aveva provocato l’esplosione di cinque ordigni ancora interrati.

Francesco Ciammaglichella, ex carabiniere già insignito della medaglia d'oro al valor militare per il servizio prestato al fronte tra il 2003 e il 2004, avrebbe agito con l'intento di consegnare i reperti alle autorità o di allestire un museo di guerra per ricordare i drammatici bombardamenti subiti dall'Abruzzo.

​Oltre alla detenzione di armi, il processo dovrà chiarire la posizione dell'imputato riguardo al ritrovamento di quattro piantine di cannabis. Su questo punto, la difesa ha precisato che l'acquisto sarebbe avvenuto online e che si tratterebbe di esemplari privi di THC, destinati a uso personale e non alla produzione di sostanze stupefacenti.

La Corte ha oggi ammesso le prove testimoniali e le consulenze tecniche che saranno discusse nelle prossime udienze.