Il raggiro
Chieti, finto incaricato Amazon per le assunzioni truffa oltre venti persone
di Andrea Rapino

CHIETI. La notizia della richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha scosso profondamente la comunità di Ortona.
Il caso relativo alla morte di Lorena Paolini, la cinquantatreenne rinvenuta senza vita nella sua abitazione, rischia di chiudersi senza un colpevole. Una decisione che la sorella della vittima, Silvana Paolini, definisce come un «macigno» insostenibile.
Il giallo del guinzaglio e le indagini
Secondo la ricostruzione iniziale, Lorena Paolini sarebbe stata strangolata con il guinzaglio di corda del suo amato cane, appoggiato in soggiorno dopo la consueta passeggiata.
Le indagini della Procura di Chieti si erano concentrate sul marito, Andrea Cieri, iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario aggravato. Tuttavia, i risultati della perizia del medico legale avrebbero spinto l'accusa verso la richiesta di stop al procedimento.
L'appello disperato della famiglia
Silvana Paolini lamenta di essere stata ascoltata dagli inquirenti una sola volta, a ridosso della tragedia, nonostante le ripetute richieste di fornire ulteriori dettagli e testimonianze. La famiglia non accetta che la parola fine venga posta su un caso ancora avvolto da troppe ombre. «Non voler andare fino in fondo significa non voler capire cosa sia successo in quella casa», denunciano i congiunti, temendo che la morte di Lorena diventi solo un fascicolo polveroso in un archivio.
Un messaggio pericoloso per le donne
Oltre al dolore privato, emerge una forte preoccupazione sociale. Per i familiari, «l'archiviazione di un presunto femminicidio rappresenta un segnale negativo per tutte le donne. La battaglia legale prosegue: l'obiettivo è evitare che la ricerca della verità si fermi davanti a una perizia, garantendo che ogni episodio e ogni sospetto vengano debitamente approfonditi nelle sedi opportune.»