Il raggiro
Chieti, finto incaricato Amazon per le assunzioni truffa oltre venti persone
di Andrea Rapino

PALMOLI. Un allontanamento che si protrae da quasi dieci mesi e che rappresenta "un grandissimo scandalo" per l'immagine di un Paese civile. È quanto denunciato da Susanna Tamaro alla vigilia della consegna del Premio La Stele della Ienca all'Aquila. Al centro della vicenda il caso dei tre bambini allontanati e sottratti ai genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion dal loro casolare in provincia di Chieti. La presa di posizione della celebre autrice riaccende i riflettori su un procedimento che, secondo la scrittrice continua a sollevare profondi interrogativi legali e umani a causa di gravi incomprensioni linguistiche e culturali e della mancata restituzione dei minori nonostante le prescrizioni rispettate.
Le richieste della famiglia e l'ombra del disagio internazionale
"Non si capisce perché, dopo quasi dieci mesi, non siano stati restituiti alla loro famiglia", dichiara con fermezza Susanna Tamaro. "I genitori hanno adeguato la casa, fatto frequentare la scuola e rispettato le prescrizioni pur di non perdere la famiglia. Tenerli ancora lontani dà un grande disagio all'immagine di un Paese civile".
Il progetto educativo e la presentazione del libro a Roma
La scrittrice ha avuto modo di conoscere personalmente la coppia e, poche settimane fa, ha partecipato a Roma alla presentazione del libro autobiografico di Catherine Birmingham, intitolato 'La mia verità' e pubblicato da Solferino. All'evento, ospitato dall'Istituto di terapia cognitivo interpersonale presieduto dallo psichiatra Tonino Cantelmi, sono intervenuti anche la garante nazionale per l'infanzia Marina Terragni e l'ex parlamentare Simone Pillon, legale della famiglia Trevallion.
"All'inizio pensavo che fossero una famiglia di fricchettoni - racconta Susanna Tamaro- poi ho letto il libro e ho capito che Catherine Birminghamè una persona straordinaria, con una preparazione pedagogica fuori dal comune. Nella loro scelta niente è lasciato al caso. È un progetto di vita integrale, naturale, certamente estremo, ma sostenuto da una linea educativa molto solida. I bambini sono amatissimi".
Il nodo linguistico e le critiche ai test psicologici
Secondo l'autrice, il volume non costituisce un semplice instant book sulla complessa vicenda giudiziaria, bensì il racconto intimo del percorso di una donna che ha vissuto e lavorato in diversi Paesi, operando anche come addestratrice di cavalli. "Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono persone colte, preparate ed equilibrate", ribadisce con forza.Il vero cortocircuito istituzionale e umano viene individuato da Susanna Tamaro nelle barriere linguistiche che hanno compromesso la comprensione iniziale del contesto: "Non si possono affrontare questioni così complesse senza parlare la loro lingua madre. Anche i bambini hanno svolto i test psicologici senza l'inglese: siamo alla follia".