Il raggiro
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di Andrea Rapino

L'AQUILA. «Non è in discussione la scelta di vita delle persone, bensì la tutela del diritto all’infanzia». È uno dei passaggi centrali della relazione dell’assistente sociale che segue il caso della cosiddetta famiglia nel bosco. Un documento che entra nel fascicolo al centro del procedimento avviato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Nuovi atti depositati in Appello
Proprio oggi gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, difensori di Nathan e Catherine, depositano in Corte d’Appello dell’Aquila ulteriore documentazione a sostegno del reclamo contro l’ordinanza che, il 20 novembre scorso, ha sospeso la responsabilità genitoriale e disposto l’allontanamento dei tre figli, collocati in una casa famiglia a Vasto.
Le condizioni rilevate al momento dell’allontanamento
Secondo la relazione, al momento del trasferimento dei minori dalla casa nel bosco di Palmoli, l’igiene personale sarebbe apparsa «scarsa e insufficiente». Nei primi giorni in struttura, inoltre, sarebbero emersi «imbarazzo e diffidenza» nei rapporti con gli altri bambini ospiti.
Le modalità del trasferimento
L’assistente sociale sottolinea che l’allontanamento sarebbe avvenuto con modalità «tese a non generare alcun trauma» nei minori. Un passaggio che resta uno dei punti più delicati del procedimento.
Un’udienza solo documentale
Quella di oggi non prevede discussione in aula né presenza mediatica: si tratta di un’udienza esclusivamente documentale. Le memorie difensive, insieme agli atti della curatrice e della tutrice, devono essere trasmesse telematicamente entro la giornata.
I tempi della decisione
Il reclamo è stato presentato il 27 novembre. Da oggi decorrono i termini: i giudici della Corte d’Appello avranno fino a 60 giorni per decidere se confermare, modificare o revocare l’ordinanza, aprendo alla possibilità di un ricongiungimento familiare.