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Famiglia nel bosco

Famiglia nel bosco, i genitori chiedono privacy: basta intrusioni a Palmoli

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion lanciano un appello: fermare le visite non autorizzate e il rispetto della loro riservatezza

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion
di Luca Di Renzo
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VASTO. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori anglo-australiani, hanno pubblicato una lettera aperta per chiedere privacy e rispetto a Palmoli, in provincia di Chieti, nei giorni scorsi, in seguito all'aumento delle visite dei curiosi che producono loro stress, aggravati dalle intrusioni nella loro proprietà privata. La coppia, divenuta nota per la propria scelta di vita, si trova oggi a dover gestire un'attenzione spesso invasiva da parte di ammiratori e curiosi giunti fino al comune di Palmoli.

L'appello accorato

Nella lettera aperta, Catherine Birmingham sottolinea la propria gratitudine per il sostegno ricevuto, ma ribadisce con forza il bisogno di ritrovare la serenità. «Siamo profondamente commossi e onorati dall'ondata di sostegno», scrivono i coniugi. «Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni e vi chiediamo, gentilmente, di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno».

Il fenomeno del turismo invasivo

La situazione nel piccolo centro abruzzese è diventata insostenibile per la famiglia. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha confermato il crescente disagio, arrivando a dover sollecitare l'intervento della Polizia locale in più di una occasione. A scatenare le proteste sono stati gesti estremi: dall'uso improprio di droni per riprendere l'abitazione, fino a veri e propri tentativi di intrusione nella proprietà privata.

La richiesta di rispetto

Anche gli amministratori dei gruppi Facebook dedicati, come 'Famiglia nelbosco, io ti difendo', si sono schierati apertamente contro il comportamento di alcuni fan. "Dov'è il rispetto per due genitori che stanno patendo pene tremende? Lasciamoli in pace!", è il monito lanciato a chiunque tenti di scattare foto, chiedere selfie o entrare senza permesso nella casa della coppia. Catherine ha infine chiarito che la loro abitazione è un "rifugio sicuro" e che eventuali contatti avverranno esclusivamente durante le presentazioni del suo libro.