Il raggiro
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di Andrea Rapino

VASTO. Nella Casa lavoro di Vasto, in provincia di Chieti, gruppo di gatti vive liberamente all'interno degli spazi dell'istituto, accuditi quotidianamente da agenti della polizia penitenziaria, detenuti e una volontaria. L'iniziativa, avviata di recente attraverso la collaborazione tra la direzione del carcere e l'assessorato competente del Comune, mira a promuovere la cura degli animali come elemento di distensione all'interno della struttura, segnando un cambiamento significativo nel clima della vita quotidiana in contrada Torre Sinello.
Un progetto di cura
È fondamentale sottolineare che l'iniziativa non si configura come un percorso strutturato di pet therapy. Non sono previste, infatti, sedute o attività terapeutiche programmate. Il progetto ruota esclusivamente attorno alla presenza spontanea dei gatti e alla dedizione necessaria per il loro accudimento quotidiano.
Il beneficio
Secondo lo psicologo Carmine Raia, che supporta il personale dell'istituto, il prendersi cura degli animali rappresenta un valido fattore di protezione contro il distress occupazionale. Le attività legate all'alimentazione e alla sorveglianza dei felini favoriscono contatti informali e positivi tra colleghi e detenuti, contribuendo ad alleggerire la tensione tipicamente associata ai compiti di vigilanza. Inoltre, questa esperienza offre agli agenti l'opportunità di manifestare una dimensione di cura ed empatia, aspetto che spesso viene compresso dalle rigide dinamiche del ruolo custodiale.
Clima disteso in contrada Torre Sinello
L'iniziativa ha ricevuto il plauso del sindacato. Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, ha descritto l'atmosfera come decisamente rinnovata: 'C'è aria nuova in contrada Torre Sinello'. Il sindacalista, con oltre trent'anni di esperienza nel settore, definisce quella di Vasto una delle esperienze più positive e significative mai incontrate, auspicando che questo modello virtuoso possa essere replicato in altri istituti penitenziari del Paese.